Archivio della categoria “Argomenti vari”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri i miei sono partiti … e una serie di interrogativi sono
automaticamente sorti nella mia mente.
La memoria di mio padre comincia ad avere buchi piuttosto
preoccupanti.
Forse mi sto’ facendo troppi problemi perche’ potrebbe essere dovuto
a quel tranquillante ma la mia preoccupazione resta.
Addirittura ha permesso di partire per la stazione solo 1 ora e mezza
prima cosa che un tempo non avrebbe permesso.
Eppoi quelle continue domande ripetute. Me lo ha detto subito ieri
mattina che si sentiva un po’ imbambolato … quindi forse è
veramente dovuto a quello.
Ma credo che prima o poi il problema sara’ reale e sconvolgente allo
stesso modo. E ovviamente il pensiero va’ verso mia nonna che negli
ultimi anni della sua vita non ricordava piu’ nulla.
E forse e’ proprio questo che mi preoccupa, sapere che comunque
anche sua mamma ha sofferto di questa patologia mi fa’ pensare che
prima o poi capitera’ anche a lui.
Quello che piu’ mi fa’ soffrire in questo momento e’ che lui si e’
accorto di questo problema e ovviamente ne soffre.
E vedo che si intristisce, si preoccupa e diventa quasi come un
bambino pauroso.
E ovviamente non voglio tutto cio’.
Mio padre e’ sempre stato molto forte e da ragazzo soffrivo questa
sua forza ma ora vederlo cosi’ …
Eppoi era sempre lui quello che si ricordava tutto nei minimi
particolari …
Eppoi ancora … vederlo piangere per la mia futura operazione …
Non voglio vederlo cosi’ … voglio vederlo felice … voglio
vederlo sereno dopo che per tanti anni si e’ sacrificato per noi.
Qualche mese fa’ ho visto un video musicale in cui un ragazzo
ripercorreva la malattia del padre con alcune “stranezze” che a lui
ricordavano i suoi comportamenti da bambino. Ed era un po’ come se
le parti si fossero invertite. Ho sempre trovato molto bello e
emozionante quel video. Che comunque finiva bene in quanto il
figlio abbracciava il padre in segno di ringraziamento per tutto
quello che aveva fatto e tutti quei pensieri erano solo pensieri.
Io anche voglio ringraziare mio padre per tutto (e piu’) quello
che ha sempre fatto per me.

Grazie papa’.

Ti voglio bene papa’ e sempre te ne vorro’.

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Il mese è iniziato bene con la mia prima corsa (non competitiva) di
ben 14 km. Unico problema verso la fine ovviamente in cui non ne
avevo piu’. Ma ciò era prevedibile in quanto non ero mai arrivato a
quella distanza e dopo la salita spaccagambe dell’11 km sono
crollato. Ma di positivo è che non mi sono mai fermato e ho
continuato a correre.
Qualche giorno dopo la visita … ed è andato tutto bene …
Ancora qualche giorno dopo e mentre provavo ad allenarmi sono
crollato a terra in seguito ad una vertigine (credo) che mi ha
ovviamente scioccato in quanto era la prima volta che mi capitava.
E qui un milione di domande sul perche’ ed il percome è successo.
I dubbi sono un po’ spariti seppur non del tutto ed ora sembra che
mi sia ripreso seppur sento non completamente.
Spero che il motivo non sia un problema di salute in quanto mi
sono sentito fisicamente come due anni fa’. E questo mi fa’ un po’
paura o potrebbe anche farmi sentire meglio perche’ ridimensiona
quanto successo in quel periodo.
Comunque, dopo due settimane non ho ancora riprovato a correre.
Eppoi, e’ strana la vita, ma sembra che tutte le strade mi debbano
riportare in quell’azienda dove ho anche odiato lavorare (seppur
da consulente). Ma ora hanno aperto una posizione che praticamente
è quello che facevo quando ero li’ da consulenti e piu’ persone mi
hanno avvisato di questo.
Io sinceramente non vorrei pero’ sarebbe una grande opportunità di
lavoro e di guadagno … e di sicurezza … e di tanto stress.
E i miei problemi di salute? Si ripresenteranno?
Oppure non cerco di mettere le mani avanti per la mancanza di
coraggio?
I soldi giustificano questi sacrifici?

Insomma … è da valutare per bene tutto quanto …

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Una settimana positiva che ha influito in modo positivo sul mio stato d’animo.
Quello che mi stupisce è la felicità che da tempo non trovavo per cose che
tutto sommato non sono niente di eccezionale.
Ma mi piace questo stato un po’ di euforia.
Un esame medico rimasto invariato e il mio personale record di percorrenza
nella corsa. Poca roba …
Ma che importa? Quello per me importante è lo stato.
Dopo tanto tempo anche di un po’ di depressione e che ormai pensavo fosse
diventato costante, sono contento.
Addirittura mi sono svegliato con il sorriso sulle labbra e con la
voglia di affrontare la giornata in modo positivo.

Un po’ di serenita’ e di allegria anche se per piccoli motivi …
Pollon … Pollon combina guai …”

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Ed ecco le ennesime preoccupazioni di salute.
Principalmente per i miei genitori … cominciano ad avere vuoti di
memoria preoccupante.
Soprattutto mio papa’ … e ogni volta che ci penso mi intristisco
perche’ lui era sempre stato quello con la memoria di ferro.
E la notizia di quella sua dimenticanza mi ha proprio gettato nello
sconforto piu’ totale … una di quelle notizie che fanno passare
in secondo piano ogni avvenimento positivo o negativo che sia.
E il pensiero di come ha passato mia nonna gli ultimi anni della sua
vita … non voglio che anche lui finisca cosi’.
Ho sempre pensato che quel momento arrivera’ ma veramente me lo
aspettavo molto in la’. Certo ora non e’ a quei livelli pero’ …
Forse sono solo mie stupidaggini … ormai hanno una certa eta’ e
forse e’ normale avere dei vuoti. D’altronde non mi lamento che anche
io dimentico parecchie cose? Si, ok … anche questo l’ho sempre
visto come un problema … ma forse anche qui come per mio padre
e’ dovuto allo stress e ad una certa forma depressiva.
Questi ultimi anni non sono stati proprio spensierati …
Eppoi c’e’ il dolore al polpaccio da ormai quasi 3 mesi …
pensavo sarebbe stato qualcosa di passeggero e invece …
E pensare che pochi giorni prima ero contento del fatto che
quest’anno sarei riuscito ad allenarmi tutto l’anno.
E invece no … pensato e punito!
Eppoi c’e’ tutto il resto di vecchio … e una possibile
operazione all’orizzonte.

E mi tornano in mente mia nonna che diceva “finchè c’è la salute”.
E penso sempre che finchè c’e’ quella tutti i problemi sono risolvibili.
Ma senza di quella non ti puoi godere niente.

Buona Pasqua papa’ e mamma.

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(forse) Una nuova (?) opportunità … ma è veramente quello che voglio?
Veramente voglio abbandonare la situazione lavorativa attuale per cimentarmi
in una nuova (che poi tanto nuova non è)?
“Chi lascia la via vecchia per quella nuova sà quello che lascia ma non
quello che trova”
Ecco qual’e’ il mio dubbio piu’ forte.
Voglio veramente lasciare tutto ciò?
La mia prima risposta è sicuramente no. Non perchè sia così fantastico
ma tante volte sapersi accontentare è già una goduria.
Eppoi tutto ciò vorrebbe dire ritornare in quel tritacarne che ho
abbandonato con piacere mesi fà.
E se la mia salute peggiorasse con i problemi che ho? Difficile dare
una risposta e di certo non mi posso far condizionare da una possibilità.
E in certo qual modo dove sono adesso sono comunque capito e apprezzato.
Ma anche qui, fra qualche mese tutto cambierà e sarà come prima?
Non penso e allora, cambiare per cambiare … non sarebbe meglio cambiare
in modo definitivo?
Ma non è che stò spudoratamente mentendo a me stesso?

Poi … piccola nota per i naviganti … sono passati 7 anni e quante
cose sono cambiate. Allora ero indistruttibile … oggi … invece …

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Forse per quella voglia di evadere dai pensieri e problemi quotidiani
che ho cominciato a pensare ad una vita diversa e lontana da dove sono ora.
Il mio sogno è stato sempre quello di vivere in un posto di mare dove
poter godere tutto l’anno di una temperatura mite e della vista di uno
specchio d’acqua.
E in questi giorni il pensiero è diventato un martello con la ricerca
di foto e informazioni sul posto individuato.
Da li, parto a fantasticare sulla vita che farei, sulla mia giornata
tipo, sul lavoro, su eventuali amici ….
Ovviamente essendo un sogno è tutto fantastico.
Ma ovviamente anche nel sogno (dato che cerco di renderlo il piu’
realistico possibile) devo trovare un qualcosa che non va’ bene.
Penso ovviamente ai miei genitori che rimarrebbero qui da soli e,
ovviamente, il tutto genera in me sofferenza.
E mi dico: ma è un sogno, non posso viverlo come tale? Perche’ non
riesco a vivere tutto cio’ come deve essere: cioe’ tutto bellissimo?
E poi comincio a chiedermi se, effettivamente, la realizzazione di
questo sogno mi renderebbe veramente felice.
Cioe’, sono conscio che non tutto sarebbe cosi’ fantastico come
immaginato, ma la mia vita sarebbe nettamente migliore di quella di
ora? Il gioco vale la candela?
A volte per alcuni sogni, una volta realizzati, ci accorgiamo che
forse non era proprio il meglio per noi.
Forse perche’ nel percorso della realizzazione cambiamo e quindi le
nostre necessita’ non sono piu’ quelle del sogno.
O forse perche’ non riusciamo a vedere l’insieme del “pacchetto”:
cose positive e cose negative.
O forse perche’ sottovalutiamo il prezzo da pagare in termini di
rinunce a qualcos’altro.
Pero’ dopo tanti anni il mio sogno (probabilmente irrealizzabile)
e’ sempre rimasto quello: vedere da casa mia il mare blu!

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Gennaio … mese di ripartenza ….
Mese di buoni propositi quasi sempre cestinati quando ancora non si è superato
lo stesso mese.
E sostanzialmente si rinizia come si sono lasciate le cose senza che
effettivamente ci sia stato un vero e proprio cambio.
Stesse persone, stesse cose … sostanzialmente tutto uguale.
Ed e’ difficile che qualcosa cambi se si fanno le stesse cose.
Le persone non vogliono cambiare …
Vogliono fare le stesse cose, vedere le stesse persone, avere lo stesso
lavoro … tutto come prima salvo poi lamentarsi come sto’ facendo ora io.
La zona di confort non deve cambiare … meglio una mediocrita’ ma
conosciuta che una variazione …
Le novita’ portano ansia e stress e ti spediscono diritto in una zona
sconosciuta. E quindi paura …
D’altronde la paura dello sconosciuto non ha creato una delle piaghe
maggiori della civilta’ come il razzismo?
Ma un cambiamento sarebbe necessario nella mia vita … d’altronde
non sono felice in nessun ambito …
e quindi perche’ non cambio o almeno non provo a cambiare?
Faccio sempre le stesse cose … tutto e’ scandito dal medesimo programma
giorno dopo giorno … e onestamente i risultati sono veramente scadenti.

La parola chiave dell’anno: cambiare o almeno … variare.

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 Ultime gocce di anno …
 E ultimi impegni gravosi …
 Ma questi impegni mi pesano sempre.
 Dover andare in quell’ospedale per fare quella visita che sarà la piu’
 dura e durera’ tantissimo.
 Ma se va’ bene (incorcio le dita, tocco parti intime e ferri vari) la mia
 situazione sanitaria dovrebbe iniziare ad essere piu’ leggera.
 Dopo due anni …
 Speriamo …
 In compenso vedo mio padre tristissimo … a ricordo non l’ho mai visto
 cosi’ depresso per un tempo cosi’ lungo.
 Certo anche lui ha un sacco di problemi fisici e quindi capisco questo
 suo stato d’animo.
 Ma non vorrei che si lasciasse andare cosi’ …
 Ho un po’ paura insomma, in fin dei conti ha una certa eta’ e aumentare i
 suoi problemi con uno stato depressivo mi impaurisce.
 Natale e capodanno andremo a trovare mia sorella come ormai da tradizione.
 Magari in quell’occasione trovera’ un po’ di serenita’ o al contrario non
 fara’ che aumentarla perche’ comincera’ a lagnarsi con mi sorella.
 Purtroppo ho quella sensazione che non ci sara’ piu’ serenita’ almeno
 dal punto di vista della salute. Spero’ di sbagliarmi e che il nuovo
 anno porti invece tutte queste cose.

 

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Ormai sono passati 20 anni da quel giorno.
Ancora lo ricordo abbastanza distintamente: il borsone pronto, l’attesa della
partenza in stazione con quelli che sarebbero diventati i miei nuovi amici di
sventura, le lacrime di mia mamma, la tensione che piano piano si scioglie
in attesa di un’avventura che sarebbe stata lunga.
Quello che piu’ mi pesava era la sensazione di buttare via un anno della
mia vita per qualcosa che non mi sarebbe servito a nulla nel futuro.
Cosa mi aspettavo da quell’esperienza forzata? In realta’ non avevo paura
ne’ delle regole forzate o della mancanza delle comodita’ di casa.
Quello per cui pensavo di soffrire era la mancanza della mia quotidianeita’,
dei miei affetti. E francamente non pensavo che avrei guadagnato qualcosa.
Non mi sentivo un bamboccione, sapevo cosa era la vita, dai lati positivi
a quelli un po’ piu’ negativi. Ero abbastanza indipendente e autonomo
e non avevo preoccupazioni sulle regole che mi avrebbero imposto.
Certo non ero contento ma d’altronde dovevo farlo e non c’era modo di
evitarlo. Anche di quello di cui tutti parlavano poteva essere un grosso
problema: il nonnismo.
Ma anche qui ero molto tranquillo, sapevo che avrei dovuto accettare qualche
atto di questo tipo ma che il mio attegiamento mi avrebbe permesso di
superarlo tranquillamente.
In realta’ pochissimo o niente.

Ebbene si, 20 anni fa’ partivo per il militare.
Ricordo ancora nitidamente i primi momenti: la discesa dal treno con il primo
inquadramento, i primi ordini, le prime disposizioni e la salita sui camion.
E qui la scena piu’ triste: al nostro ingrssso nella caserma (poco distante
dalla stazione) la chiusura del cancello … “lasciate ogni speranza o voi
che entrate” … la sensazione che la mia libertà fosse rubata e il
pensiero che un anno sarebbe stato molto lungo.
Uno degli aspetti positivi dei primi giorni e’ che tutti sono nella stessa
situazione, quindi fai molto facilmente conoscenza, non devi entrare dentro
un gruppo.
Ma tutto sommato il mio umore in quei giorni era abbastanza positivo, era
tutto nuovo e quindi tutto da scoprire.
Il primo mese (quello chiamato CAR) prosegue tutto sommato bene, anzi non
vedo poi tutte queste grande difficolta’ di cui mi hanno parlato.
Fino all’assegnazione della caserma definitiva e la peggiore di quelle che
mi potevano capitare (a detta degli istruttori): Orcenico Superiore.
Bers. … che sta’ per Bersagliere … dovro’ fare tutto di corsa!!!
Perlomeno buttero’ giu’ qualche chilo.
Ma quello che mi fa’ piu’ paura sono i racconti che mi fanno: una sorta
di Alcatraz … un girone dell’inferno … una caserma operativa-punitiva.
Diciamo che forse erano un po’ esagerate le voci ma sicuramente non era
una di quelle caserme di najoni, li a fare niente tutto il giorno.

Anzi addirittura i primi mesi sono pure belli: preparazione fisica,
preparazione militare, a casa ogni due settimane circa.
Incarico: mortaista … in caso di guerra saro’ lontano dalle campo.
Poi tutto peggiora: la prima polveriera e il rischio di 3 anni di galera
(diciamo che c’era il rischio), i vespri siciliani, e il campo sotto
l’effigia della Nato in Ungheria.
E tutto sommato quell’operativita’ che magari al momento non piaceva ma
che ci ha permesso di far passare velocemente il periodo e anche di
conoscere delle persone a cui resterai legato per tutta la vita.
Ogni volta che condividi la sofferenza con altre persone rimani
indissolubilmente legato a loro.
E cosi’ e’ il militare, tante sofferenze … ma anche tanta amicizia e
tanto crescere. Un legame per tutta la vita.
E a loro sono comunque rimasto legato anche se non eravamo della stessa
citta’ …
Ecco fra le cose che sicuramente ho imparato e’ stato il capire che
esistevano mondi diversi rispetto al mio. Che non tutti facevano le
mie cose, avevano i miei divertimenti o la pensavano come me …
o come i miei amici …
Ecco esistevano altri mondi …
E dato anche il fatto che gli ultimi anni non erano stati psicologicamente
positivi mi accorgevo che forse, raffrontandomi agli altri, non ero
cosi’ male. In sostanza la mia autostima era cresciuta notevolmente.
Quello che sicuramente ti rimane alla fine di un anno, forse maledetto,
che sicuramente pochi volevano fare, sono sicuramente le esperienze e gli
amici. E io ne avevo fatte parecchie.
E soprattutto avevo imparato ad apprezzare la storia e la tradizione del
corpo a cui appartenevo: i bersaglieri!

Perchè bersagliere un giorno … bersagliere tutta la vita!

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Cosa dire in occasione di una data cosi’ importante (domani)?
Solo auguri … auguri mamma e papa’ per i vostri 50 anni di matrimonio
50 anni … ma quanti sono?
A me sembrano un numero altissimo forse anche perche’ me ne mancano
tanti (vabbe’ ancora un po’) che non riesco a quantificarli figuriamoci
a pensare di viverli tutti insieme ad una persona.
Eppure da questa unione sono nato io … e ovviamente mia sorella.
Sinceramente mi sembra un traguardo cosi’ enorme che ancora non riesco a
pensare che sia reale perche’ in realta’ visti i vari guai fisici non
pensavo (ma ovviamente ci speravo) che ci arrivasse.
Eppure eccovi qui belli come non mai, con le vostre rughe e le vostre
preoccupazioni rivolte verso i figli.
Vorrei solo vedervi un po’ piu’ sereni.
I vostri figli oramai sono cresciuti e grazie al vostro impegno sono
persone con la testa sulle spalle che comunque devono scrivere con
le loro mani il proprio futuro.
Ecco il mio piu’ grosso augurio per il vostro futuro: serenita’ e salute.
E chissa’ che fra 25 anni non siamo ancora qui per quelle di platino.
Speriamo!!!
-Vi voglio bene-

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