Archivio Aprile 2013

I miei genitori mi hanno insegnato ad essere una persona onesta e leale.
Il buonismo di tutti continua a dire di comportarti bene perche’ alla fine vedrai i frutti di questo tuo comportamento virtuoso.
Quasi ogni film finisce con l’happy end: i buoni trionfano. Sempre.
E anche se devono affrontare peripezie di ogni tipo, subire cattiverie, ingoiare rospi di ogni genere … alla fine ottengono tutto quello che meritatemente hanno inseguito: l’amore, i successi professionali e il riconoscimento delle loro innate qualita’.
Beh … ringrazio tanto i miei genitori che comunque hanno fatto si’ che diventassi quello che sono.
Ma a queste cose ormai non ci credo piu’. E gli ultimi (temporalmente) episodi che sono successi dimostrano di quanto siano sbagliati tutti questi valori.
A Pasqua mia sorella, in merito all’educazione dei suoi figli, mi ha detto:
“Cerco di insegnarli tutti i valori positivi e a comportarsi bene. Ma a volte penso che sto’ sbagliando”.
Una constatazione amara, triste e per certi versi angosciante. Ma non riuscivo a dargli torto(e nemmeno a pensare).
Troppe volte ho visto vincere la cattiveria, la falsita’, l’arroganza e le persone subdole.
Per questo non riuscivo a dirgli che sbagliava, che prima o poi arrivava la verita’ che trionfava su tutti le malvagita’.
Come potevo dirglielo quando lo sto’ vivendo in prima persona?
Come posso fargli capire che (comunque) sta’ crescendo con i giusti ideali i suoi figli, quando sono il primo a pensare che in questo mondo ottieni molto di piu’ ad essere falso?
I buoni sono sempre li’ ad aspettare la loro consacrazione … i cattivi si prendono tutto e vivono come vorrebbero vivere i buoni. Che aspettano, un qualcosa che non arrivera’ mai.
Nel mondo reale i cattivi sono considerati dei vincenti perche’ ottengono quello che vogliono. E poco importa come.
I buoni invece sono considerati dei sognatori. Che muoiono in solitudine, con solo i propri ideali e la consapevolezza di aver seguito i propri principi.
Sempre e comunque.
Ma la loro strada sara’ solo quella della disperazione e del fallimento.

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