Archivio Febbraio 2013

Maledetto me che penso che certe persone dovrebbero avere dei valori
Maledetto me che continuo a pensare che certi sentimenti non dovrebbero variare
Maledetto me che continuo a non capire che certe cose cambiano ed e’ inutile continuare a pensarci
Maledetto me che non so’ darmi delle risposte
Maledetto me per come sono fatto
Maledetto me che non riesco a voltare pagina
Maledetto me che continuo a cercare delle prove quando forse sono evidenti o forse sono inventate ma comunque non mi porta sollievo e non risolve il problema ne’ in un caso e ne’ nell’altro
Maledetto me che continuo a pensarci
Maledetto me per il carattere che ho
Maledetto me per quella sorta di sfiga che sembra sempre cercarmi
Maledetto me che non riesco mai a godere di una cosa perche’ c’e’ sempre qualcosa che non me la fa’ godere al 100%
Maledetto me che avrei bisogno di cambiare vita, carattere, pensieri … insomma tutto
Maledetto me che vorrei vendicarmi ma non trovo il modo
Maledetto me che anche se trovo il modo poi non riesco a vendicarmi
Maledetto me che ho sempre la tristezza anche quando ho ragione … ma anche la ragione fa’ male

Maledetto me che continuo a trucidarmi con certi inutili pensieri
Maledetto me che continuo a maledirmi

Mi odioooooooooooo

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Ieri sera sono venuti a mangiare a casa mia P,V e N.
E’ stato un inizio stentato dovuto anche ai soliti difetti di N. Quali? Beh prima che arrivassero gli altri il solito notare tutti i difetti di casa, di come potrebbe essere migliorata e di cosa avrebbe fatto lui. So’ che nonostante tutto gli piace.
Pero’ e’ fastidioso sempre sentire critiche.
Poi con l’arrivo degli altri sempre quella volonta’ di dover dimostrare qualcosa.
Sono sicuro che a P la cosa non piacesse molto.
Per fortuna e’ stato solo l’inizio, poi la serata e’ proseguita bene.
Era la prima volta che ospitavo ben 3 persone a casa mia e sono stato ben felice di sentire i complimenti di P e V (“Ma veramente l’hai fatta cosi’ senza l’aiuto di nessuno?”)
In una serata in cui lasciavo piu’ che altro parlare (d’altronde il chiaccherio su argomenti futili non e’ mai stato il mio forte) pero’ pensavo sempre a quella cosa.
Al dolore che mi attanaglia lo stomaco. E che cercavo di prendere letteralmente a calci.
Ogni volta che si insinuava cercavo di cacciarlo.
Ho altresi’ notato (se ci fosse ancora bisogno) che non sono uno molto di compagnia, uno brillante nella conversazione del nulla. L’aprire un nuovo discorso per me era praticamente impossibile.
Il problema e’ che il padrone di casa ero io percui avrei dovuto essere io a rendere stimolante l’incontro.
Comunque a parte tutto alla fine ero soddisfatto, e’ stato piacevole!
Allietato anche dal fatto che P e V saranno genitori fra un po’.
Inoltre per un po’ sono riuscito a non pensare. E ho fumato pochissimissimo
Stamattina pensavo a tante cose, dall’incontro di ieri sera a come ero tre anni fa’.
E sostanzialmente non e’ cambiato nulla. E’ deprimente pensare che rispetto a tre anni fa’ (esclusa la casa) la mia vita si ritrova nelle stesse condizioni sotto ogni punto di vista.
Anzi, umoralmente stavo meglio prima.

Beh … alla prossima

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Ho una strana voglia di scrivere. Ma non so’ cosa.
Il desiderio e’ quello di scrivere per sfogare la rabbia accumulata.
E’ stato solo un momento passeggero quel senso di tranquillita’ che ho provato negli ultimi giorni? penso proprio di si. Un senso che e’ sparito proprio mentre ne parlavo con un’amica convinto che avevo superato uno scoglio.
Il problema e’ che i dubbi permangono e il continuare a pensare alla stessa cosa non mi aiuta.
Ieri pensavo che per lei non c’e’ nessun modo e non puo’ succedere niente che mi possa convincere che ho sbagliato al 100%.
Cio’ e’ frustrante. Perche’ se non ha nessun modo per convincermi o se non puo’ succedere niente perche’ io mi convinco … beh allora ho gia’ emesso la mia sentenza di colpevolezza.
Una sentenza basata su prove fantasiose, intuizioni forzate e il desiderio di vedere quello che non e’ detto ci sia.
Eppure … eppure … sempre il solito quesito quando mi sto’ convincendo dell’innocenza. Perche’ gli ha dato il telefono? etc … etc … etc …
E c’e’ sempre quella punta che mi trattiene dal chiedere scusa.
Fra un po’ di tempo spero che a questa situazione mi saro’ abituato e l’avro’ metabolizzata.
Anche se gia’ so’ che ogni piccolo evento lo vedro’ sempre nello stesso modo.
La rabbia cresce e continuo a immaginarmi scene inverosimili che mai accadranno anche se i miei dubbi fossero veri.
Eppoi che cosa farei? Se fossero vere oltre a spargere il mio veleno che cosa potrei fare? E avrei intenzione di rendermi ancora piu’ ridicolo? Perche’ poi la verita’ e’ questa: sono ridicolo.
Alla ricerca di un qualcosa che non sono sicuro che ci sia ma che comunque non cambierebbe le cose.
Mi sembra di rivivere la stessa esperienza che ho vissuto con J.
E’ vero che in questo caso se le sue fossero bugie sarebbero piu’ capibili.
Ma il rivivere la stessa esperienza e gli stessi presentimenti e dubbi mi uccide. Perche’ in quell’occasione avevo dato tutta la colpa a lei, al suo egoismo e al suo comportamento “libero”.
In quest’occasione non potrei dare le stesse giustificazioni.
E se fossi io? Perche’ poi la verita’ e’ che sono io, colpa mia. Come sempre.

Beh … non sapevo cosa scrivere …

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Una delle domande ricorrenti di questo week-end è stata se ho la necessità di odiarla per poterla dimenticare. Probabilmente è questo il punto.
Ed e’ questo il mio desiderio. So’ che dovrei chiedergli scusa per le cose che ho detto senza un straccio di prova, senza un riscontro esclusi i miei presentimenti.
Finche’ non ci sono prove non e’ giusto dare colpe. Che poi quali colpe sarebbero? Io ormai faccio parte del suo passato, un passato che vorrebbe dimenticare, cancellare.
Uno sbaglio.
Eppure ogni volta che penso che dovrei scusarmi qualcosa mi ferma. Continuo a pensare che c’e’ qualcosa che non va’ e che i miei presentimenti non sono del tutto infondati.
E che comunque poteva evitare di dargli il suo numero di telefono. Perche’ il numero di telefono lo si da’ sempre per qualche motivo. E lei non ne aveva.
Addirittura non si ricorda neanche il motivo percui glielo ha dato. Proprio lei!!!
Io l’ho avuto solo dopo che uscivamo.
E alla stessa domanda di qualche mese fa’ aveva risposto che assolutamente: lui non aveva il suo numero.
E il dire che ha ricevuto un sms solo in occasione del suo compleanno non mi convince.  Non mi convince per il semplice fatto che proprio davanti a me hanno affermato il contrario parlando tra di loro. “Di solito li mando con l’altro” è una frase che non puo’ generare fraintendimenti.
Ma lei ha continuato a negare mettendo del sarcasmo e ingigantendo oltremodo l’accaduto. Cosi’ potra’ tranquillamente dire che non mi ha mentito.
Ma non mi ha convinto proprio per niente. Sono sicuro di quello che penso: si sentono diciamo periodicamente. Non e’ stato solo un sms. E questo mi fa’ male.
E pensare che ho proprio detto io che era il suo compleanno. Anche se forse alla fine e’ stato meglio cosi’, almeno sono a conoscenza di quello che non volevo sapere.
E l’assurdo e’ che (probabilmente) lei crede che e’ stato un suo gesto carino. Quando (sempre probabilmente) se stavo zitto lui non avrebbe saputo niente.
Ho sempre avuto dubbi e sospetti fin dall’inizio. Perfino quando lei lo odiava ma sentivo che era artificioso. E’ bastato solo che lui cambiasse attegiamento dalla sfida e piccoli dispetti ad uno piu comunicativo e gentile.
Ma ho sempre sospettato che lui avesse mire ben precise. E lei lo ha lasciato fare, anzi lo ha incoraggiato. E sicuramente non dimentico quando li ho visti a venti centimetri viso a viso e certe cose che lui non poteva sapere.
A tutto ci puo’ essere una giustificazione e forse e’ veramente tutta una strana serie di coincidenza e la mia ottusita’ che vuole vedere quello che non c’e’. O che c’e’ fino ad un certo punto.
Negli ultimi giorni a dispetto di quello che poteva apparire (dato che stavamo molto piu’ tempo insieme) annusavo un po’ di freddezza nel nostro rapporto. L’essere cattivo che e’ in me dice che frequentando me distoglieva lo sguardo degli altri verso il problema.
Voglio restare sulle certezze: non gli perdono di avergli dato il numero di telefono e di sentirlo.
Credo che veramente ho bisogno di odiarla.
Anche oggi spero che non parli con me. Sinceramente spero che non parli con me.
Vorrei anche che il nostro rapporto ritorni freddo ed educato come era prima dell’uragano che ci ha travolto.
E’ possibile che fra qualche giorno mi pento di queste parole.
Soprattutto quando la gelosia infuochera’ il mio cuore e il mio stomaco.

Riporto una frase non mia letta in qualche altro blog:
Odio una persona. Odio una persona che ho amato. O forse ho amato il sogno che era dietro di lei. Ora credo che il sentimento che provo sia odio. E’ un sentimento che è maturato, col tempo, e sta ancora maturando. Ma credo, oggettivamente, che più di così non potrei andare. Credo di essere arrivato all’odio

Quanto e’ vera.

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