Archivio Settembre 2012

Erano passati piu’ di 10 anni dall’ultima volta che avevamo passato insieme un po’ di tempo.
Ricordo ancora le sue perplessita’ in merito alla vacanza che stavo per trascorrere. Perplessita’ condivisibili ma in quel momento non potevo e non volevo cambiare scelta.
Poi da quel giorno solo incontri saltuari e occasionali sotto dove abitavamo.
Lui era il mio migliore amico, quello con cui cresci, quello che senti come un fratello, che ti aiuta nel momento del bisogno ed e’ sempre pronto ad ascoltarti con consigli mai banali. Quello da cui non ti senti mai giudicato ma sempre capito.
Nel corso di questi anni mi sono mancate terribilmente i suoi punti di vista nei momenti di sconforto che non sono stati pochi. Anche perche’, cresciuto con lui, avevo uno standard per argomenti del genere molto alto.
Mentre chi ha preso il suo posto era ed e’ sempre banale e generalista. Nulla da togliere a lui pero’ io desideravo altro, avevo bisogno di altro ed ero abituato ad altro.
Ma ormai i nostri stili di vita e le nostre idee sulla vita erano inconciliabili e non potevamo continuare. E piano piano ci siamo allontanati. Troppo diversi su questioni fondamentali.
Perche’ comunque diversi lo siamo sempre stati: io chiuso e timido, lui aperto e spigliato; io formica e lui cicala; io del sud e lui del nord; io interista e lui milanista!!!
Ma erano differenze che accettavamo e forse rendavano forte la nostra amicizia. Io sempre a casa sua e lui sempre a casa mia. Sempre o quasi insieme. Sempre nel rispetto delle idee dell’altro.
Ieri ci siamo appunto rivisti dopo 10 anni. Una cena a casa sua con la sua ragazza.
E’ stato molto bello rivederlo, vedere le differenze rispetto a quando eravamo ragazzi e gli aspetti che invece sono rimasti immutati.
Quello di cui ero felice era che non sono partiti gli amarcord del tipo “ma ti ricordi quando …”.
Non che non mi piaccia ricordare i “vecchi tempi” ma lo trovo abbastanza triste perche’ di solito si resta attaccati al vecchio.
E invece abbiamo parlato di tante cose come episodi che ci sono successi dopo il nostro allontamento, del presente e anche del futuro.
E abbiamo parlato anche degli amici in comune che avevamo. Di che cosa facevano, di che cosa gli era successo … Ma questo mi ha fatto piacere ricordare anche perche’ di tante persone non ne sapevo piu’ niente. Quindi non lo vivevo come amrcord.
Alla fine quando me ne sono andato gli ho detto che “comunque mi è mancato il nostro rapporto”. Non sapevo come dirglielo e forse poi ero pentito di averlo fatto. Anche alla luce della sua risposta:
“Ci eravamo allontanati gia’ prima”. Ha detto una cosa vera ma li’ per li’ ci sono rimasto male.
Comunque l’intenzione e’ quella di rivedersi, mi ha invitato sabato a casa sua ma questa volta non penso di andare (se non magari solo il pomeriggio) e gli ho chiesto se volevano venire una sera a casa mia (ma che ovviamente non avrei cucinato per il bene loro).
Ma comunque continuera’ c’e’ una cosa che ho sempre pensato in tutta la mia vita: per me sara’ sempre come un fratello.

In questo momento comunque vedo tanti personaggi del mio passato ritornare. Ne devo trarre qualche suggerimento?

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Come e’ definita una persona di successo?
Cioe’ qual’e’ l’esatta definizione di successo per una persona?
Da wikipedia ho ricavato la seguente definizione:
“Il successo è la riuscita, ossia il raggiungimento di uno scopo. La parola si riferisce
generalmente al raggiungimento dei principali scopi che una persona si pone nella sua vita, ossia
all’autorealizzazione.”
Quindi partendo da questa definizione mi viene da pensare che quando diciamo “ha avuto successo”,
“e’ un uomo di successo” e via dicendo in realta’ facciamo un’affermazione che non tiene conto della
persona e dei suoi obbiettivi ma di quello che per noi puo’ essere una autorealizzazione.
In pratica definiamo “successo” gli obbiettivi che noi a livello personale definiamo di successo.
E da qui potrebbero essere spiegati ad esempio tanti suicidi, depressioni … di cantanti, attori o
di persone che tutti pensano “di successo”. Probabilmente loro non si considerano in quello stato.
Quindi viene da pensare che per successo si puo’ dare solo una definizione soggettiva e non una
definizione di massima.
Rileggendo la definizione pero’ la vedo sempre legata ad un qualcosa di lavorativo. Forse e’ solo
una mia interpretazione, anzi quasi sicuramente visto che non c’e’ nessun riferimento.
In tal caso non sono assolutamente d’accordo.
Credo invece che ci siano diverse persone che sono di successo (secondo la mia interpretazione di
successo) anche se nel loro lavoro non eccellono, anche se sono povere e anche se non sono famose.
Eh si, perche’ una delle generalizzazioni piu’ frequenti vuole che alla parola successo vengano
associate le parole fama e ricchezza.
Ma perche’ un calciatore che ha l’unica dote di avere avuto da madre natura delle doti tecniche ma
come persona non vale una cicca spenta e’ piu’ di successo di una persona normale che magari fa’ il
normalissimo impiegato? O barista? O cameriere? … (generalizzazione ovviamente)
Solo perche’ ricco e famoso?
Non possono essere questi i criteri per definire una persona di successo.
In realta’, e qui torniamo all’inizio, la definizione di successo è soggettiva e dipende dalla
persona che in quel momento stà esprimendo una valutazione.

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