Archivio Aprile 2011

sogni

A volte penso a come ero fino a un paio di anni fa’ dal punto di vista dei comportamenti, delle sensazioni e delle emozioni. Nonostante tutto sommato pensi di essere migliorato, e non di poco, mi sono accorto di una qualita’ che avevo e che man mano ho perso.
La perdita e’ dovuta a molteplici aspetti primo fra tutti la tensione e lo stress accumulato per le varie problematiche di lavoro e acquisto casa, il mio crescere non solo anagrafico, le esperienze vissute e credo tanti altri motivi.
Beh, quella qualita’ che avevo e adesso ho in parte perso e’ la capacita’ di sognare di vivere altre vite. Detto cosi’ e’ un po’ difficile capire ma praticamente nel tempo perso come poteva essere passeggiare, recarsi al lavoro, guardare la tv … sognavo e vivevo una altra vita ovviamente diversa dalla mia.
E la vivevo come un qualcuno che eccelleva in qualcosa. Cosi’ un periodo ero un attore famoso, un altro un imprenditore di successo e un altro ancora magari sposavo l’ereditiera di un azienda agricola nel toscano.
Diciamo che nel limite del possibile questi erano abbastanza normali, poi c’erano quelli piu’ fantasiosi come un grandissimo scrittore, un gigolo’ (!), un playboy e un cavaliere del medioevo che costruiva il primo stato (con principi di liberta’) moderno.
A parte quello del cavaliere (a cui concedevo l’unica eccezione) cercavo di rendere il piu’ possibile reale il sogno con tempi e azioni che diciamo seppur irreali potevano succedere almeno come possibilita’.
La cosa bella e’ che questi sogni non si chiudevano con quel giorno ma continuavo per periodi. E ci costruivo una vera e propria reale storia che progrediva in tutti i momenti che mi dedicavo a questa attività. Ad esempio il primo giorno aprivo la mia piccola ditta con tanti sacrifici, nei giorni successivi l’attivita’ cresceva fino a farmi diventare una persona ricca. Nel momento che mi stancavo o mi annoiavo del sogno cambiavo sogno.
Credo di aver vissuto questa piccola magia da quando ero bambino fino ad un paio di anni fa’. Ovviamente i sogni sono variati e sono cresciuti ma l’attivita’ e’ rimasta identica.
Ora invece l’ho persa.
E non so’ se essere felice perche’ vuol dire che sono con i piedi ben saldi nel presente o rammaricarmi perche’ non sono piu’ capace di sognare. Anche se erano cose stupide e irrealizzabili.
Ma un po’ di fantasia e di sogni e’ necessario averli. In fin dei conti i bambini che sognano sempre sono tra gli esseri piu’ felici.

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6 aprile 2011. Ormai sono trascorse quasi tre settimane da quando mi sono trasferito. Oltre al normale trambusto che un trasferimento causa ho dovuto affrontare un po’ di problemi che non mi aspettavo.
Inanzitutto il dispiacere di lasciare quella che sentivo casa mia, quella casa dove ho vissuto per 30 anni, nel quale sono cresciuto e da bambino mi sono trasformato in uomo e nella quale ormai conoscevo tutto anche al buio.
Il dispiacere di sentire le lacrime di mio padre quando gli ho annunciato il trasferimento è stato straziante. Continuavo a pensare che agivo per mio egoismo e che alla fine era una scelta che potevo evitare. E continuavo a pensare che (salvo grossi eventi negativi)  non sarei mai piu’ tornato in quella casa per vivere. “Mai” … e’ cosi’ terrificante come parola.
Pensavo anche che i miei genitori ormai sono persone quasi anziane e in futuro potrebbero avere bisogno del mio aiuto e che da quel giorno si sentiranno un po’ piu’ soli. Certo vado ad abitare a pochi chilometri di distanza ma non vivro’ piu’ li’.
E fin qui i problemi preventivabili.
Poi si è fatto molto male mio cognato e prima di due mesi non si potra’ riprendere. E’ stato anche incredibile vedere l’affetto che i miei genitori (di me gia’ lo sapevo) provano per lui. Quasi come un altro figlio e di questa cosa non posso che essere contento perche’ e’ una persona stupenda e gli auguro di riprendersi il prima possibile.
E poi la morte di mia nonna. Era vecchia e va’ bene … ma era pur sempre mia nonna: sangue del mio sangue. E poi se ne e’ andata via cosi’ velocemente, la mattina stava male e la sera e’ morta. Forse e’ meglio perche’ non ha sofferto.
E io? Non so’, forse il fatto che alla fine per me era quasi come un’estranea mi ha portato piu’ a pensare al dolore di mio padre (era pur sempre sua mamma) che a me stesso.
D’altronde data la distanza la vedevo ben poco e anche quando era lucida non e’ che avevamo un gran rapporto dato che eravamo nipoti di serie B.
Penso che l’unico momento di commozione l’ho avuto parlando con mia sorella e la domenica quando sono entrato in chiesa per dire una preghiera in sua memoria. Ora si sara’ ricongiunta con mia zia e mio nonno.
Insomma, anche senza andare sul personale che comunque non va’ bene non sono state tre belle settimane!!!

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