Archivio Aprile 2010

tempesta

In questa mattina densa di pensieri un po’ di nubi affollano la mia mente. Credo sia colpa di ieri o in generale di questi ultimi giorni. Anche a livello fisico comincio ad accusare questo momento. Spero che l’arrossamento all’occhio non derivi da tutto cio’.
Per la casa perlomeno le cose si stanno mettendo per il meglio, ai primi di maggio dovrei fare il rogito (incrocio le dita).
Ma il pensiero piu’ grande, forse stupidamente, e’ rivolto verso una persona. Nella mia testa rimbombano le parole di J “e’ come un vestito usato”, che sicuramente e’ un modo strano per definire il tutto ma che comunque ha reso l’idea di quello che voleva dire. Non e’ molto d’accordo con quanto sta’ succedendo anche se non ne capisco le motivazioni.
Ha precisato che non ha nulla contro ma che lei non si sarebbe mai trovata in una situazione simile. Strano sentire queste parole dette da lei dato che conosco la sua storia.
In un certo senso ha ragione, non e’ una storia che mi puo’ portare cose positive, tutt’altro.
Anche N inizialmente non mi sembrava molto d’accordo ma forse lui per invidia.
E lei invece? Cosa pensa di tutto questo? Continua ad avere dubbi su quello che e’ giusto e quello che no, su quello che vorrebbe e quello che gli ha sempre insegnato la sua educazione.
Gli ripeto sempre di vivere il momento e di non preoccuparsi di tutto il contorno ma forse e’ una mia visione semplicistica e interessata.
Alla fine lei rimarra’ con i sensi di colpa e io rimarro’ con la mancanza. Non credo sia una storia che possa avere un futuro e forse da questo derivano i suoi dubbi.
Ma personalmente non riesco a pensarlo, forse lei si, forse per questo a volte la sento emozionata quando mi chiama. Ma poi la sento anche fredda e distaccata e quelle parole “e’ una storia che non mi dara’ nulla” mi ha fatto male per il significato che ho dato io a questa storia. Spero che alla fine qualcosa di me gli rimanga dentro come sicuramente di lei mi rimarra’ qualcosa.
Pero’ non voglio neanche portarla a fare qualcosa controvoglia, mi sento stronzo in tanti momenti perche’ penso che forse la voglio usare e basta.
Ma poi penso ai momenti quando stiamo insieme come sono dolci, rilassanti e belli. Non vorrei mai andare via.
Ma anche da parte mia non e’ tutto bello, alla fine e’ vero che lei rischia piu’ di me ma e’ anche vero che alla fine io rimarro’ insieme alla mia solitudine mentre lei avra’ sempre qualcuno che l’aspetta a casa.
E poi se ho trovato il pertugio per entrare nella sua vita forse qualche mancanza ce l’ha. In fin dei conti ripensando a tante cose credo che sia stata proprio lei a darmi degli input in tal senso, anche se in modo molto velato. Ma forse sono solo delle giustificazioni che voglio trovare per sentirmi meno in colpa alla fine.
Sempre che quello che vedo sia corrispondente alla realta’ ma non ho dubbi in tal senso.
Oggi forse ci saranno novita’ interessanti, forse ci sara’ un risotto …
Ultima novita’: risotto saltato!!!

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bacio1

Al suo ritorno dalle ferie abbiamo continuato il nostro flirt. Certo ora l’abbronzatura la rendeva ancora piu’ bella. La guardavo ammirato quando passava di fronte a me e faceva finta di niente per non far capire agli altri che seppur un minimo c’era qualcosa.
In uno dei tanti momenti che parlavamo e’ anche uscito il rapporto che ho con C. Me lo aspettavo che prima o poi sarebbe uscito fuori ma per non destare sospetti o confermare fatti non ho mai menzionato l’argomento.
E poi quell’invito ad andar a bere un caffe’ al centro commerciale, lontani da occhi indiscreti (o con meno occhi indiscreti). Una lunga chiaccherata dove abbiamo perlopiu’ parlato di lavoro e poco di personale. Dobbiamo conoscersi e al momento sono gli argomenti piu’ ovvi.
Il giorno dopo abbiamo replicato ma questa volta abbiamo scelto un tavolino piu’ nascosto. Comunque anche se non facevamo niente di male gia’ il vederci insieme da soli creerebbe voci a non finire.
Gia’ sono nate per il solo fatto di vederci alla macchinetta del caffe’. Sembra incredibile, non posso far niente senza che qualcuno cominci a fantasticare sui miei comportamenti.
“E’ colpa tua, sei cosi’ chiuso che appena ti apri sorprendi tutti” – dice
Durante la chiaccherata al tavolino nascosto abbiamo ripercorso l’inizio strano del nostro rapporto, di chi erano “le colpe” e di tante altre cose.
All’uscita dal bar lei mi dice:
“Perche’ ogni volta che vado sul personale ti ritrai indietro?”
“Capisco a cosa ti riferisci ma non potevamo affrontare un discorso cosi’ serio, 10 minuti prima che uscissi prima delle tue ferie. Non me la sentivo”
“Ma perche’ tu hai preso seriamente tutta questa storia? Guarda che e’ tutto un gioco, uno scherzo” dice
Inizialmente ho balbettato di no ma poi non riuscivo a mentire e sul mio viso immagino che la delusione si leggeva chiaramente. Avevo l’impressione che tutto il centro commerciale mi crollasse addosso. Lei mi guardava e:
“Si, l’hai presa seriamente!”
“Si, l’ho presa seriamente. E perche’ no? Se per te era uno scherzo, ok” intanto cercavo di sostenere un sorriso ma era incredibilmente difficile renderlo vero. E lei nonostante camminavamo continuava a guardarmi con un sorriso finche’ non siamo usciti.
“Mi accompagni alla macchina?”
“Certo” dentro di me non capivo, possibile che avevo sbagliato cosi’ tanto? Eppure su alcune cose potevo aver frainteso ma su altre francamente no. Quando aveva scritto “ma lo sa’ che sei mio?” non mi sembrava una frase da fraintendere o detta per scherzo. E cosi’ molte altre.
Quando siamo vicini alla sua auto esce con un’altra frase:
“Comunque qualcosa di vero in quello che ho detto c’e'!”
Ecco che rida’ forza alle mie fantasie. Forse dovrei arrabbiarmi per questo giochino, e un po’ lo sono, ma in realta’ sono contento perche’ vuol dire che non mi sono inventato tutto.
Ovviamente la mia richiesta di sapere quali siano le parti vere sono cadute nel vuoto.
Le circostanze ci hanno portato a fermarci fra un suv e un’altra auto penso di fronte alla sua.
E’ riniziato il discorso serio, anche se ad un certo punto lei cerca di divincolarsi:
“E’ meglio che rimandiamo in qualche altro momento”
“Quando? Questo e’ il momento giusto, non ho voglia di trovare un’altra occasione buona. E poi perche’ rimandare ancora? Tu mi piaci. Te l’ho subito detto dall’inizio. Capisco che la tua non e’ una situazione facile e ti capisco benissimo”
“Forse dovremmo chiudere qui, non parlare piu’ ma non lo voglio” – dice
I discorsi hanno continuato su questo genere. O almeno cosi’ mi ricordo perche’ in realta’ ormai la ascoltavo poco o niente. Ero troppo intento ad osservare il linguaggio del suo corpo e a cercare di avvicinarmi, di ridurre le distanze fra lei e me. Ma non ce la facevo, credo che lei abbia intuito tutto cio’ e o si allontanava o metteva tra me e lei degli ostacoli. Quello che piu’ mi aveva colpito era quando ha nascosto la sua bocca sotto il giubbotto. Ero vicino.
Dovevo trovare la chiave, in un modo o nell’altro ma era tremendamente difficile.
Continuava a dirmi che dovevamo chiudere ma che non voleva perche’ anche io gli piacevo, io cercavo di non dargli corda sulla chiusura.
Fino a che non ho trovato la chiave:
“Ma tu credi che tra noi non succedera’ mai niente?”
“No, non lo credo”
Ecco il lasciapassare. Dopo quella frase non ricordo se lei ha provato ad andare via o io mi sono avvicinato. E con una mano sul suo fianco ho avvicinato il mio viso al suo, anche lei ha fatto lo stesso e ci siamo dati un bacio.
Un bacio interminabile, appassionante, in cui all’inizio non riuscivo a trovare l’equilibrio. E che lei non voleva assolutamente terminare. A quello ne e’ seguito un altro e un altro ancora anche se di minor durata.
“Non dirlo a nessuno, se lo dici ti uccido” – credo lo abbia detto una decina di volte. Ad una delle tante gli ho accarezzato la guancia e l’ho rassicurata.
“Devo andare, e poi qui potrebbe vederci qualcuno”
Mi faceva ridere: “Dai un altro e poi ti lascio andare”
“No, devo andare!E se c’e’ qualcuno?”
“Ehi, guardati allo specchio appena sali in macchina”
Tutte le sue labbra erano rosse e non per il rossetto.
Mentre mi incamminavo verso il pullman nel parcheggio suonava una canzone stile anni 80, di quelle da fine film. Mi viene in mente la canzone finale de “I guerrieri della notte” quando loro all’alba si trovano sulla spiaggia. E intanto mi vantavo internamente e stupidamente della mia conquista.
Ma la sua lingua all’interno della mia bocca mi aveva veramente lasciato sensazioni stupende. 

bacio2

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