Archivio Novembre 2009

Ero molto sorpreso mentre mi raccontava della sua malattia. Non una semplice influenza bensi’ un male molto piu’ oscuro.
Ma come, lei? Proprio lei? Il caterpillar, il pitbull, la macchina soffriva di depressione?
Proprio lei che combatte tutte le guerre contro lo staticismo e il "volemose bene", lei cosi’ sicura e intraprendente, lei sempre sorridente e decisa.
Una vera e reale confessione in cui mi sono trovato spiazzato. Da un lato perche’ non mi aspettavo questo suo lato fragile e dall’altro lo stupore di essere tra i pochi a saperlo.
Forse sono duro con questa mia ultima affermazione perche’ in fin dei conti sono tra le persone a lei piu’ vicino e non solo per quello che e’ successo.
Ma dopo quei fatti ha messo come un’invisibile barriera tra noi. Forse la vedo solo io ma ho sempre pensato che orami i suoi amici fossero altri. Quelli che abbraccia perche’ non vede da qualche giorno o quelli a cui chiede se gli e’ mancata.
Gelosia la mia? Puo’ essere … anzi e’.
Ha paura di fare cose che ha fatto migliaia di volte, che piange per niente, che non vuole vedere nessuno, che e’ sempre in ansia. Il dottore gli ha suggerito di non chiudersi in se stessa, di continuare a fare le stesse cose che faceva prima e di prendersi dei momenti per lei stessa.
Tutto questo ha pero’ solo confermato quello che ho sempre saputo, che aldila’ di un’apparente solidita’ e’ una ragazza molto insicura. Saranno i fatti della sua vita passata che di certo hanno contribuito ma ho sempre avuto questa impressione.
L’avevo al tempo del nostro breve flirt, ne sono tuttora convinto.
Ho sempre pensato che non aveva una vita felice, perche’ cercare calore affettivo in altri posti altrimenti? C’e’ una frase che mi ha stupito piu’ di altre anche perche’ ripetuta piu’ volte: il fatto di non voler bambini. Perche’ no quando l’anno scorso faceva discorsi di questo tipo, certo non nel presente ma in futuro. Momento in cui cercava insieme al convivente la sua nuova casa. Cercava di stabilizzare la sua relazione e mi diceva che comunque dopo la casa e la sicurezza del posto di lavoro aveva un ‘eta’ in cui doveva cominciare a pensarci.
Una delle cose che mi ha sempre dato i nervi di lei e’ quel suo modo sempre controllato del gestire le sue emozioni. Nulla traspare, sempre di ghiaccio.
Forse dovrebbe sfogarsi e far uscire tutto il male che ha dentro di lei.
Poi vedo il contrasto tra quello che penso, quello che mi dice e quello che fa e comincio a pensare che si e’ inventata tutto, che questa storia della sua malattia e’ tutta un’invenzione.
Poi osservo il suo sguardo stralunato, con delle smorfie che non ho mai visto in passato e credo che sono stronzo anche solo a pensarle queste cose.
D’altronde non avrebbe nessun motivo e nessun beneficio a inventare cose del genere.
Nei suoi confronti ho sempre un po’ di repulsione inconscia, forse sono gli strascichi di come si e’ comportata con me, di quello che poteva essere e non e’ stato, di quello che vorrei avere e non ho: di sentirmi importante per lei.

(continua…)

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Se hai voglia di piangere, cosa fai?
Se vuoi piangere e non ci riesci per quanti sforzi puoi fare.
Se vedi il bicchiere mezzo vuoto e desideri per qualche magia sconosciuta che diventi mezzo pieno.
E speri che tutto quello che hai dentro si dissolva in attesa di … e non sai neanche di cosa.
E speri di addormentarti e di svegliarti che tutto sia passato, che il cielo ricominci a sorriderti e le nubi dentro il tuo cuore siano sparite.
Perche’ oggi mi sento cosi’? Perche’ vedo tutto negativo compresa la mia persona, compreso il mio io? Perche’ non riesci?
Perche’ vuoi piangere? Perche’ desideri di essere nel tuo letto al caldo tutto rannicchiato sperando che nessuno veda?
Se quando hai le possibilita’ per migliorarti, per avere quello che vuoi non le sfrutti come puoi lamentarti ora?
Il sole e’ pallido ma e’ niente rispetto al cupo che sento dentro di me.
Sempre le solite domande e sempre le solite risposte.
E di pensiero negativo in pensiero negativo. E in questo momento potrei essere cattivo con tutti.
Nella mia vita non cambiera’ mai niente ma la colpa e’ solo mia. Mia cara amica so’ cosa diresti "Ti dai troppo addosso" ma questa volta non riesco a darti ragione. Perche’ tutte le cose che penso contro me stesso sono vere.
Mi sento inadeguato, anzi ho sempre pensato di essere inadeguato per questi tempi. Di essermi trovato in un tempo che non era mio. O forse e’ il posto.
Ma io ho voglia di piangere, di sentire il caldo del mio letto. Dormire e svegliarmi vedendo che tutto e’ cambiato … e anche io

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