Archivio Dicembre 2007

E come ogni fine anno ci si appresta ad eseguire le solite operazioni di fine anno. In fin dei conti le tradizioni vanno pure rispettate. Ma le tradizioni di cui intendo parlare non sono quelle belle, quelle magari di un paesino che faticosamente le porta avanti nonostante l’avanzare del tempo.
Generalmente il fine anno (o meglio da meta’ dicembre in poi) le tradizioni sono: in primis  cercare regali per amori parenti e amici. Regali che, da un sondaggio, nel 70% dei casi non vengono apprezzati tant’e’ che addirittura vengono riciclati l’anno successivo. Ogni volta che sento che un regalo viene riciclato inorridisco al pensiero perche’ per quanto brutto/inutile possa essere e’ pur sempre un pensiero e andrebbe almeno, non dico utilizzato, ma tenuto. E poi se a noi non e’ piaciuto perche’ devo regalare a qualcun altro qaulcosa che a me non va’ a genio? Di solito i regali che io faccio principalmente piacciono a me. E poi vedere negozi presi letteralmente d’assalto.
Altra tradizione di fine anno e’ il sentirsi e l’agire "meglio" di altri periodi dell’anno. "E’ Natale cerchiamo di essere piu’ buoni", ma perche’ non lo siamo tutto l’anno? Quindi fino al 25 dicembre dobbiamo essere piu’ buoni, dal 26 possiamo diventare lupi famelici.
Altra tradizione: il resoconto di fine anno di come lo abbamo trascorso, di cosa abbiamo raggiunto, dei successi e dei fallimenti ottenuti.
Le varie cene con i parenti (che magari vedi solo quel giorno in tutto l’anno) e le abbuffate. Un momento in cui le persone perdono ogni ritegno, ogni singola promessa fatta all’inizio dell’anno (altra tradizione) di dieta e senza nessun ritegno si insacca di cibo come neanche i maiali sanno fare. Salvo poi non riuscirsi a muovere per qualche ora.
I giochi (dopo il lauto pranzo) in cui ogni casa ha il suo (generalmente carte). A casa mia e’ sempre stata la tombola che viene utilizzata solo quei giorni.
La ricerca dei vestiti per il capodanno. Mica vorrai salutare l’arrivo del nuovo anno con dei vestiti vecchi o brutti. Devi essere nelle migliori condizioni possibili.
E come contorno a tutte queste tradizioni c’e’ quella degli "auguri" fatti a chicchessia, dal commesso del negozio al giornalaio, dal tuo amico al tuo collega di lavoro augurandogli ogni bene possibile. E ogni anno speri che per te sia meglio di quello precedente.

(continua…)

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Questa sensazione di essere sfruttato dalle persone credo che non riusciro’ mai a togliermelo dalla mente. Chi piu’, chi meno tutti arrivano a quel punto; sono poche le persone di cui non posso affermare questo. Arrivano, sfruttano e una volta risolto il loro problema se ne vanno.
Ma non e’ colpa loro, ormai sono un uomo e dovrei prima di tutto capirlo, quindi o combatterlo o accettarlo e non lamentandomi dopo.
Tutto questo dovrebbe scivolare sopra la mia pelle e cadere a terra senza lasciare segni.
E’ che nonostante tutte le mie lamentele finisco sempre per accettare consapevole questa situazione nonostante in quel momento sia conscio di quello che sta’ per accadere. Ma per una sorta di superiorita’ mentale e un quieto vivere lascio passare salvo poi soffrirne come ora.
Forse quello che piu’ mi fa’ male e’ il pensiero che ti trattano da stupido pensando che non te ne accorgi. Pensano di avere un’intelligenza superiore.
Altri invece sfruttano perche’ sono in un periodo negativo e hanno bisogno di una spalla su cui piangere e sfogarsi. E dopo averli aiutati a superare questo momento con molta fatica il ringraziamento e’ che vanno via con qualcun altro nascosto nell’ombra e pronto a prendersi i meriti e le soddisfazioni che non gli appartengono.
E sicuramente da tutto questo discorso non puo’ mancare J, la persona che probabilmente (a detta dei miei amici) se ne e’ piu’ approfittata di me.
E’ particolare che alcuni di questi lo dicono non per vera amicizia ma per gelosia nei suoi confronti, gelosia che ho avvertito subito da quando l’hanno conosciuta e hanno capito l’importanza che aveva per me. Persone che l’accusano di avermi sfruttato in maniera pesante anche se poi non sanno che io e’ proprio a loro che do’ questo "merito". Perche’ il loro e’ un modo molto piu’ subdolo e doloroso di sfruttamento.
A proposito di J l’altro giorno ci siamo sentiti, voleva che ci vedevamo sabato.
Ho rifiutato sapendo di far del male a tutti e due, sara’ per un’altro sabato. O un altro giorno. L’affetto che ho provato per lei non potra’ mai sparire, restera’ sempre qualcosa in me. E credo anche che tra di noi ci sia una specie di empatia anche a distanza di chilometri e situazioni.
Quando lei sta’ male anche se non so’ niente lo sento.
Che stupidaggini che scrivo oggi.
In questa domenica mattina in cui inizia a piovigginare, i miei pensieri sono dolorosi e pieni di rancore verso gli altri, mi immolo a vittima sapendo che e’ un attegiamento sbagliato e controproducente.
Ma un po di lacrime su se’ stessi bisogna anche piangerle per riuscire a ripartire meglio domani.

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Vado sul balcone e mi accendo una sigaretta. Il sapore della sigaretta non e’ il massimo del gusto appena svegliati. Pioviggina, le strade sono leggermente bagnate, il cielo e’ tetro e non sembra neanche prima mattina. In realta’ ho anche un po’ freddo.
Nel viale intanto poche macchine passano percorrendo la strada molto lentamente rispetto alla media degli altri giorni. Di persone neanche l’ombra.

(continua…)

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