Archivio Novembre 2007

Sabato sera ho avuto la conferma delle indiscrezioni avute qualche giorno prima: la casa del mio ex-migliore amico e’ in vendita. E la stranezza e’ come ne sono venuto a conoscenza, un mio collega (nonche’ grande amico) e’ alla ricerca di una nuova casa e vedendo alcuni annunci che corrispondevano alle sue ricerche nel mio condominio gli avevo indicato i riferimenti.
Tra queste c’era anche la sua casa, mai mi sarei aspettato che fra quelli c’era anche il suo annuncio dato che la sua famiglia vive li’ (almeno) da quando lui e’ nato.
All’inizio pensavo (speravo) che non fosse la sua ma parlando con lui ho scoperto che era vero.
Ho notato che stranamente era molto restio a parlarne e forse il fatto di abbandonare la propria casa dopo che ci sei nato e’ cresciuto e’ fonte di dolore.
Personalmente se sapessi che i miei vendono la nostra attuale casa sarei molto addolorato.
E’ vero che ormai i nostri rapporti sono ai minimi termini, un ciao, due chiacchere se ci si incontra sotto ma l’idea che sta’ andando via mi ha fatto male. Non voglio tornare alle motivazioni che mi hanno spinto ad un allontanamento da lui ma per me e’ stato e restera’ sempre come un fratello di sangue. Siamo cresciuti insieme, ci siamo frequentati per 15 anni, casa sua era casa mia e viceversa.
Ma se i suoi genitori vendono (e’ la loro intenzione, al di la’ che la compri il mio collega) anche questi pochi contatti che abbiamo tuttora si azzereranno completamente.
So’ che esiste il telefono, so’ che comunque l’affetto che ci lega non finira’ mai e che comunque prima o poi sarebbe successo. Le conosco tutte queste cose.

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La mente umana e il vortice dei pensieri e’ sempre stato molto difficile da capire. Il perche’ agisci in un determinato modo, il perche’ pensi in altro, il perche’ hai delle sensazioni che a mente fredda e lucida non riesci mai a capire.
Una delle tante cose che non sono mai riuscito a comprendere della mia mente e’ come riusciva a provocare nel mio cervello una serie di sensazioni che nessuno ne’ in quel momento ne’ in periodi passati era mai riuscito. E strano era anche l’appellativo che utilizzavo per descriverla in quei momenti: "Sei la dea del sesso!" consapevole pero’ del fatto che fra noi non era mai successo niente (con mio grosso rammarico).
Eppure bastava la sua voce, qualche frase buttata qui e li e il mio corpo tremava. Aumentava l’afflusso sanguigno, la voce diventava tremolante e il calore del corpo aumentava. E la reazione era sempre li’ pronta a farmi capire quanto quel desiderio era vivo e quanto quel gioco erotico mi piacesse.
Un po’ di tempo fa’ ho letto un libro in cui veniva asserito che una donna ha piu’ toni di voce degli uomini i quali non li recepiscono … beh dopo questa notizia ho subito pensato che lei ne utilizzasse uno per incantarmi.
O forse usava proprio il canto delle sirene per provocarmi. E quando decideva che era giunto il momento non riuscivo a opporre reazione.
E certi racconti che mi scriveva poi erano solo polvere da sparo da aggiungere ad una bomba gia’ per se esplosiva. Racconti indescrivibili che mi permettevano di immaginare tutto.
Forse merito di tutto questo era il fatto che parlavamo e ci comportavamo come due amici dello stesso sesso, non avevamo paura di raccontarci niente, proprio come fanno due cari amici maschi o femmine.

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Ho voglia di parlare con qualcuno, con qualcuno che mi conosce bene con cui poter dire qualsiasi cosa mi viene in mente. Difficilmente ho di questi desideri, per me e’ un po’ anomalo. E non so neanche di cosa ho voglia di parlare, non esiste un argomento in particolare che voglio affrontare. L’unico desiderio e’ quello di voler parlare con qualcuno con una voce che mi trasmetta calore, simpatia e gioia con l’unico scopo di ca$$eggiare un po’.
Sara’ che questa mattina mi sento un po’ stralunato, stordito, frastornato e non conoscendone il motivo immagino che probabilmente neanche esiste.
Fortunatamente non mi sento nervoso, tutto lo sport che faccio in questi giorni probabilmente e’ servito a qualcosa.
E tutto questo si sta’ riflettendo in maniera negativa sulla mia attivita’ lavorativa in cui non riesco proprio a concentrarmi tra l’alro su qualcosa in cui la massima attenzione e’ doverosa.
Forse per questo ho deciso di scrivere, per cercare di lenire un po’ questa mia voglia di conversazione e di buttare fuori tutte le parole che restano represse in me.
E la repressione si sa’ non e’ mai cosa buona e giusta.
Forse ho solo bisogno di un po’ di amore, di coccole da parte di una persona speciale che non conosco ancora. O forse e’ solo il bisogno …

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