Archivio Maggio 2007


Non mi capisco …
Non mi capisco proprio …
A volte non mi capisco veramente …
Ripenso alla mia reazione di qualche settimana fa’ per un cosa che ho desiderato fortemente in passato ma che ora proprio non voglio. O meglio vorrei solo una parte di quella cosa.
E la mia forte reazione e rabbia mi ha davvero stupito.
Mentre tornavo a casa ci ripensavo e sapevo che su quel particolare aveva ragione, che era meglio cosi.
Poi immaginavo come le cose sarebbero state se impostate come volevo io e mi rendevo conto che in realta’ non erano come volevo io. Forse la mia era solo voglia di rivincita per tutto quello che mi ha tolto e non mi ha mai ridato indietro.
O forse era una specie di vendetta come dice qualche mio amico.
E quell’episodio puo’ aver rovinato tutto.
Tutto? Che cos’e’ quel tutto di cui io scrivo?
Perche’ anche il pensiero di aver rovinato un qualcosa non mi interessa, mi lascia indifferente e allora mi porta sempre alle mie convinzioni di partenza e cioe’ che io non volevo le cose per cui mi sono indisposto nella discussione.
Ma questo apre in me un altro interrogativo: dovevo chiedere scusa o quantomeno riprovare a riallacciare i rapporti o devo continuare in questo modo?
Ma se non mi interessa il continuo del nostro rapporto vuol dire o che non me ne frega niente o che ho raggiunto la pace dei sensi.
Ma tutte e due le opzioni potrebbero essere solo relative a questo momento, e domani? Come sara’ domani?
Ma perche’ non riesco mai a leggere dentro la mia anima e capire di cosa ho bisogno e di cosa voglio?
Certo che noi uomini siamo veramente difficili!!!

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L’idea di un mondo nuovo, di un mondo non corrotto, di un mondo dove prevalgono solo gli ideali … ecco solo un’ideale. Forse sarei gia’ contento di vedere solo la mia vita e il mio piccolo mondo cosi’.
E invece esiste sempre una lotta intestina, per quanto posso continuare a lottare per cercare che esso sia cosi’?
Per quanto una persona riesce a tener fede ad una promessa fatta a lui stesso, che lo porta sempre a soffrire e a chiedersi se non sarebbe meglio crollare e girare le spalle in modo da usufruire dei vantaggi di questa scelta?
Nel mio piccolo (anzi piccolissimo) mondo ho sempre vissuto in bilico fra queste due vite, da una parte io con le mie idee e dall’altro le persone che conosco o conoscevo.
Ma per la mia sete di conoscenza ed esplorazione voglio vivere anche quei mondi. Perche’ e’ solo conoscendo tutte le realta’ che puoi capire quale sia la migliore.
Ma io la mia scelta l’ho gia’ presa tempo fa’ ed adesso cerco qualcosa di pulito, bramo qualcosa che forse non ho mai visto e che forse non esistera’ mai.
La lotta interna alla mia persona e’ stata lunga e sanguinaria, mi ha fatto crescere e capire, mi ha fatto sofrire tanto e gioire poco.
Ma anche contrariamente alle logiche della mia convenienza ho sempre continuato per la mia strada come un stupido mulo con i paraocchi. Stupido, e’ una delle parole che mi ripeto sempre di piu’ perche’ alla soglia dei 32 anni ancora non hai capito. Anzi ancora ti illudi, speri, sogni.
Forse sono vicino a soluzioni che solo poco tempo fa’ non avrei mai preso, non ero ancora in grado e non ero assolutamente pronto, ma questo sara’ da vedere nel futuro.
Intanto il sogno e’ sempre unico …

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Certo, se dovevi scegliere un momento migliore per chiamarmi difficilmente avresti potuto far meglio. Domenica sera ero psicologicamente a pezzi e io e te non ci sentivamo da piu’ di un mese, tanto che a volte mi veniva il dubbio che era arrivato il momento di definire quasi chiusa la nostra amicizia. Ma la colpa e’ mia non certo tua, io che penso che le amicizie sul lavoro difficilmente possono durare, io che penso che i rapporti a distanza (soprattutto quando prima non lo erano) siano destinati a morire nel giro di poco. Nel momento dell’allontanamento all’inizio ci si sente sempre, poi piano piano sempre meno fino a concludere il rapporto.
Ho sempre pensato che fosse naturale, la vita va’ avanti e le esperienze diverse si susseguono.
Tu invece dopo piu’ di un anno e mezzo continui a chiamarmi e (forse mi ripeto) hai scelto il momento migliore. Per farmi sorridere, per farmi capire che non si puo’ generalizzare e che forse tutti i demoni che ho dentro non ci sarebbero se solo avessi fatto scelte migliori e fossi stato meno passivo.
Abbiamo parlato per oltre un’ora e mezza, parlato tanto, parlato di lavoro come sempre. Ecco forse questo e’ un po’ il mio rammarico, la maggior parte delle volte parliamo di lavoro e non di cose personali.
Che poi vengono fuori inevitabilmente, forse quello e’ solo un modo per iniziare.
Ho saputo che ti sei lasciata con il tuo ragazzo e grande e’ stato il mio stupore. Grande perche’ l’ultima volta che vi avevo visto pensavo stessi pensando di mettere al mondo un piccolo pargolo. E invece …
“Ma perche’ non ci sposiamo io e te?” – hai detto
“Dai D, fra 5 anni ci sposiamo!!! Anzi, facciamo tre altrimenti poi diventa difficile avere dei figli”
“Si, vieni a vivere qui, tanto la casa l’ho appena comprata. Anche se non c’e’ amore pero’ possiamo fare del gran bel sesso”
E cosi’ riafforano i momenti in cui eravamo nello stesso ufficio, quando ti mettevi al mio fianco appoggiando la tua mano sulla mia gamba, o quando mi aspettavi per far colazione, o quando mangiavi il tuo panino, o la prima volta che ti avevo visto e ci siamo parlati. Dicevi che volevi venire con me a Milano …
Tu sei l’unica donna che conosco di cui ho sempre pensato bene, mai un dubbio sulla tua moralita’ o sui tuoi valori.
Ti ricordi il messaggio che mi hai scritto prima che io partissi? Io si molto bene, anzi ancora lo conservo con cura sul mio cellulare. Talmente tanto con cura che anche J lo ha letto. E si e’ molto arrabbiata, anche se non ne ha assolutamente diritto. Primo perche’ fra me e lei non c’e’ niente (“io e te siamo solo amici”, detto proprio domenica) e poi perche’ era un messaggio di assoluta amicizia. Ma era rossa di gelosia e rabbia insinuando cose assolutamente false.
Ogni tanto lo rileggo, e’ stata una delle cose piu’ dolci e belle che una donna mi ha detto o scritto.
Sono andato a letto felice, pensando alla storia assurda del matrimonio e lo ammetto un po’ fantasticando su come sarebbe cambiata completamente la mia vita.
E forse e’ quello di cui ho bisogno, cambiare completamente la mia vita e tornare a sognare e a rivedere le persone in modo puro. Se non altro mi hai riportato il sorriso.
E anche adesso rivivere quella telefonata mi ha ridato il sorriso.

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Sono piu’ o meno di questi giorni fatti gravi compiuti da stranieri nella nostra terra come l’uccisione di quella ragazza a Roma (dove io passavo ogni giorno) da parte di una romena o dei disordini avvenuti a Milano nel quartiere denominato Chinatown. E, immagino questi, siano solo dei picchi di quello che e’ avvenuto ultimamente.
In realta’ l’integrazione con le varie popolazioni straniere presenti qui e’ sempre stato abbastanza difficile perche’ dopo un primo momento di curiosita’ dovuto alle diversita’ forse subentra una “crisi di rigetto”.
Tralasciamo il mio personale pensiero che mi porta a pensare che loro dovrebbero integrarsi a noi e non viceversa dato che se io vado in un paese straniero cerco di adattarmi secondo i loro modi e non cerco di imporre il mio.

Nella mia pur breve vita ho avuto modo di conoscere tanti stranieri di diverse nazionalita’ (da ungheresi a egiziani, da romeni a polacchi, da albanesi a croati) ragazzi piu’ o meno della mia eta’ e …
… mi sono accorto che …
… mi sono accorto che …
… mi sono accorto che …
sono uguali a me!!!
Con i miei stessi sogni, i miei stessi desideri e le mie stesse paure.

Certo talvolta i modi di pensare erano completamenti diversi, ma perche’ con gli italiani e’ sempre uguale?
Ormai la presenza di stranieri in terra italiana e’ abbastanza elevata, molti si sono integrati perfettamenti (e a questi va’ la mia ammirazione), i loro figli studiano e parlano perfettamente italiano e se non fosse per le loro discendenze nessuno capirebbe che non sono italiani. Ecco questi, se da un punto di vista burocratico non sono italiani, e’ come se lo fossero. Cresciuti qui e magari anche nati, hanno imparato la cultura italiana e sono cresciuti e vivono come tutti gli altri italiani. E probabilmente si sentono piu’ italiani che della nazione dei loro padri.
Sono un po’ come molti italiani che 40 anni fa sono emigrati in Germania, Belgio, America, Australia (come molti miei zii) e adesso sono a tutti gli effetti cittadini di quei paesi.
E i miei cugini credo si sentono piu’ australiani che italiani, portando sempre nel cuore le loro origini.
Eppure noi italiani se vediamo gente di nazionalita’ non considerate “perbene”, abbiamo paura di loro. Ad esempio se vediamo uno del ceppo “slavo” cominciamo subito a pensare che sia qui in Italia per favorire la prostituzione, o un romeno e’ per forza uno zingaro, o un albanese e’ sicuramente uno spacciatore, o un arabo e’ pronto a farsi saltare in aria perche’ e’ un terrorista.
Beh, non dico che in taluni (o forse tanti) casi non sia vero, non mi chiudo gli occhi, pero’ non e’ giusto apostrofare persone che non si conoscono con giudizi solo per la propria nazionalita’. Per tornare all’esempio dei nostri padri, non deve essere stato bello essere considerati tutti mafiosi in America.
Certo forse un maggior controllo dovrebbe esserci per cercare di far entrare persone perbene e vogliosi di lavorare. Ma questa e’ un utopia, in Italia non siamo molto bravi a far rispettare le leggi. C’e’ pero’ anche da considerare che molte di queste persone vengono qua per avere una possibilita’ di vita migliore, persone che magari nella loro terra non hanno chances, gente che si adatta a fare lavori umili, lavori che noi italiani non vogliamo piu’ fare. Quindi da un certo punto di vista ci “servono”

Con il passare degli anni questo fenomeno aumentera’, in Italia verranno tanti altri stranieri e le loro culture si mescoleranno insieme alla nostra. E personalmente questa cosa la trovo eccezionale, capire e comprendere modi di vita diversa ti apre la mente come niente altro. E il mondo sara’ cosmopolita e non esisteranno diversita’ di sesso, religione, pelle. E saremo tutti cittadini di uno stesso mondo.
Perche’ esistono le persone e non le cittadinanze.

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Testo
Imagine there’s no heaven
It’s easy if you try
No hell below us
Above us only sky
Imagine all the people
Living for today…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will be as one

Imagine no possessions
I wonder if you can
No need for greed or hunger
A brotherhood of man
Imagine all the people
Sharing all the world…

You may say I’m a dreamer
But I’m not the only one
I hope someday you’ll join us
And the world will live as one

Traduzione
Immagina che non ci sia il Paradiso
prova, è facile
nessun inferno sotto,
sopra di noi solo il Cielo
Immagina che tutta la gente
viva al presente…

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutta la gente
viva la vita in pace..

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo sarà come uno solo…

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
Senza necessità di avidità o rabbia
la fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero…

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo sarà come uno solo…

John Lennon

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