Archivio Aprile 2007


Questi ultimi due week-end sono stati a dir poco movimentati. Di quello che e’ successo sabato scorso in realta’ non ho molto voglia di parlare. Il bacio di M mi ha dimostrato di tutti quei sottili giochi femminili a cui penso sempre di riuscire ad abituarmi ma ogni volta mi accorgo che non e’ cosi’. Mi ha rubato un bacio, senza significato e senza pretese e personalmente (e per fortuna) non sento nessun trasporto nei suoi confronti. Pero’ questi continui giochi … anche perche’ il primo me lo ha dato davanti a J; e lei non se ne e’ accorta o ha fatto finta di niente? Oddio, non che si possa permettere di dire qualcosa ma sono sicuro che non si sarebbe fatta scappare l’occasione.

E ieri mi e’ sembrato di vivere l’esperienza di un film.
Ma perche’ devo fare queste cose quando io e lei siamo solo amici?
J doveva uscire con me perche’ il suo ragazzo doveva lavorare. Mentre mi trovavo a casa sua (abita al piano terreno) arriva il suo ragazzo. Chiudo le tapparelle, j cerca di mandarlo via ma chiaramente lui non abbocca dicendo che l’avrebbe aspettata li’ davanti fino a che non usciva (a volte e’ rimasto li’ ad aspettare anche 3-4 ore mentre noi andavamo in giro con lui ignaro).
Ora il problema e’ che mi sentivo come un topo in gabbia con il timore che lui sarebbe venuto o alla porta o alla finestra. E cosa avrei potuto raccontargli quando mi trovava a casa sua? I rumori del vento sulle tapparelle mi facevano pensare chissa’ cosa.
Per fortuna non mi conosce e questo mi dava una certa tranquillita’ di movimento.
Cosi’ abbiamo organizzato il piano di fuga. Io sarei uscito cercando di essere il piu’ tranquillo e indifferente possibile nel caso lui fosse stato davanti al cancello. Esco da casa sua, chiamo l’ascensore (per far finta di cosa?), apro il portone e il cancelletto. Li’ davanti non lo vedo, anche se immagino dove e’ fermo con la macchina, e mi incammino verso la mia parcheggiata per prudenza un po’ lontano.
Intanto mentre passo davanti cerco di capire dove e’ l’apertura del cancello dei boxes.
Prendo la macchina, arrivo davanti ai boxe, scendo (il tutto cercando sempre di essere il piu’ possibile naturale) e mi rimetto a cercare dove si apre quel cancello.
Ma dov’e'? Eppure ci deve essere il modo di aprire questo boxe. Ah eccolo, era nascosto dal cassonetto. Inserisco la chiave la giro piu’ volte per far aprire questo cancello. Sento il rumore dell’apertura ma il cancello si incanta e si blocca. Ma devono capitare tutte a me? Questo cancello si e’ sempre aperto e proprio ora doveva bloccarsi? Calmo, no panic, prova ad aprirlo a mano. Vado lo spingo con forza per aprirlo quanto basta per passare ma quando salgo sulla macchina non sono convinto di averlo aperto abbastanza ma non ho nessuna intenzione di scendere di nuovo. Ho gia’ perso abbastanza tempo e la cosa potrebbe insospettire il fidanzato geloso (sempre che riesca a vedermi). Passo a filo per il cancello, entro e parcheggio in un punto non visibile da fuori. J sale, si mette dietro e si stende in modo da non farsi vedere. “Mi raccomando vai piano, fai le cose in modo molto naturale”.
Ma ormai sono tranquillo, metto il muso della macchina fuori, guardo se arriva qualcuno a destra, poi a sinistra, guardo lui e vado.
“Ci sta seguendo, mi sa che ha capito tutto …”
“Cosa?” Mi dice J impaurita
“Ci segue …”
Faccio 300 metri e mi fermo
“Dai sali davanti, scherzavo, e’ andato tutto liscio…”
“Sei uno stronzo!!!”
“Il principe ha salvato la principessa nella torre con il suo cavallo …”

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La vera essenza delle persone rimane sempre quella, non varia con il tempo e non puo’ essere modificata nonostante tutti gli sforzi che vengono proferiti alla causa. Mi ritorna in mente una frase di tempo fa’ in cui testualmente veniva detto “una rosa restera’ sempre una rosa e non potra’ mai diventare un lilla”.
Beh, con il passare del tempo (la vecchiaia che avanza?) comincio a convincermi sempre di piu’ che le persone nascono in un modo e alla loro morte saranno sempre uguali. Certo forse potranno cambiare alcuni lati del loro carattere ma le caratteristiche salienti resteranno identiche alla loro nascita.
Analizzo la mia persona e mi accorgo che alcuni lati del mio carattere negli anni non e’ mai cambiato, nonostante mi sia impegnato a modificarli (anche se forse non molto convinto).
Potrei guardare il bicchiere mezzo pieno e pensare di essere una persona coerente, esiste sempre un qualcosa di positivo nel vedere le cose.
Eppure da piccolo ci credevo nei cambiamenti e nel pensare che ogni piccolo passo fatto e’ l’acquisizione di un qualcosa. Forse poi in virtu’ dei fallimenti o peggio ancora delle non possibilita’ ho cambiato idea. Perche’ e’ anche vero che che per cambiare qualcosa ne devi avere la possibilita’ oltre che il coraggio e il desiderio.
Ma la vera essenza delle persone rimane sempre uguale.
E io sono sempre stato molto fiero della mia.
Anche se in questo mondo non e’ piu’ attuale o apprezzata sono contento di me stesso.
Perche’ io valgo (altra citazione).

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Calmo e tranquillo,
Tempestoso e forte,
allegro quando i raggi solari ti fanno luccicare,
violento quando le persone non ti rispettano e non capiscono la tua anima.
Da un certo punto di vista mi sono sempre sentito molto simile a te in quanto ti ho sempre percepito come una cosa positiva ma che era meglio sempre rispettare e onorare in fondo.
E il fruscio delle tue onde che si infrangono a riva e la tranquillita’ che quel rumore periodico porta e’ indescrivibile. E io che non sono nato e cresciuto vicino a te e’ strano che comunque mi sia sempre sentito come una persona di quei luoghi. E in fondo i miei genitori che invece sono nati e cresciuti li’ non mi hanno mai trasmesso questo sentimento. Loro mi hanno sempre insegnato il rispetto e il timore nei tuoi confronti.
Ma io invece mi sento simile a te ed ho sempre sognato di venire a vivere da te.
E mi piace tutto di te anche quando arriva l’inverno e non c’e’ nessuno che ti tiene compagnia. O di notte quando con te ci sono solo pochi pescatori che tu aiuti a far vivere. Ecco loro si’ che ti rispettano perche’ sanno la forza e la potenza che puoi scatenare.
E di notte quando la luna ti illumina quasi a volerti mettere un vestito di sera.
Il mare di notte e’ ancora piu’ bello, l’acqua e’ caldissima e calma.
Pochi apprezzano e non vivono quei momento con il giusto spirito. Forse inconsciamente ricorda il momento in cui eri nel grembo materno, il calore, il buio. E poi il freddo risveglio appena esci dalle sue acque e dal suo calore.
D’inverno pochi vengono a trovarti (e io purtroppo poche volte ho potuto) ma anche quei momenti sono spettacolari, quando le tue onde si infrangono quasi a voler urlare che non ti piace essere solo. Ma in fondo tu sei un solitario, uno destinato a vivere e comunque decidere da solo.
Qualche estate fa’ siamo riusciti a stare veramente tanto insieme, ti ricordi? Io venivo li’ e leggevamo il giornale insieme, vedevamo il sole che tramontava e piano piano le poche persone che c’erano ancora andare via.
E restavamo soli … e un giorno un centinaio di gabbiani sono venuti anche loro a tenerci compagnia.
Volevo fotografarli ma non mi potevo muovere perche’ sarebbe scappati.
Molti ti hanno immortalato, molti ti hanno disegnato o decantato la tua figura e io sono solo uno dei tanti, ma dovevo.

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