Archivio Novembre 2006

- Ma perche’ io e te non siamo mai stati insieme? -
La prima volta che mi hai fatto questa domanda 2/3 settimane fa’ pensavo fosse uno scherzo. O comunque un argomento come un altro di cui discutere. Avevo risposto con un’ovvieta’:
- Perche’ tu non hai mai voluto! -
E poi avevamo iniziato a parlarne.
Devo dire comunque che mi aveva sorpreso questa tua domanda. Sapevi benissimo i motivi del perche’ non era mai successo niente e sicuramente non dipendeva da una mia volonta’. Tutt’altro.
Sabato mi hai fatto ancora la stessa domanda, ma mentre la prima volta mi aveva sorpreso questa volta un po’ mi ha turbato. Turbato perche’ non riesco a capire del perche’ dopo tanti anni fai uscire questo discorso.
Tu che affermi sempre che “siamo come fratello e sorella”, tu che non sei mai riuscita a pensare a qualcosa di piu’ intimo fra me e te.
- Perche’ esci ancora con questo discorso adesso? -
- Perche’ con te mi sento bene, posso parlare di quello che voglio senza preoccuparmi di niente, perche’ con te mi sento sicura e protetta. E quindi mi faccio sempre la stessa domanda -
In realta’ sai bene che le cose tra di noi sono profondamente cambiate da quando abbiamo riniziato a vederci. Cambiate perche’ io sono cambiato profondamente. Perche’ quell’anno che non ci siamo visti sono successe tante cose che mi hanno profondamente maturare. Perche’ adesso riesco anche a dirti di no e forse e’ una delle mie maggiori conquiste nei tuoi confronti. Cambiate perche’ anche tu sei cambiata, perche’ il rapporto con il tuo attuale ragazzo ti ha fatto capire cose che in precedenza non potevi. Anche se io te le ripetevo.
Ma adesso sono anche cambiati i miei sentimenti verso di te, prima era amore adesso e’ una via di mezzo con l’amicizia. Ma non riesco a pensare ad una storia seria (“e vissero felici e contenti”) con te. Sarebbe un rapporto ad orologeria. Un mese o un anno poco cambia. Te l’ho detto questo, eri concorde anche se non mi sembravi convinta.Ma non hai provato a negare. Forse ho sbagliato a chiarire, forse avrei dovuto lasciarti nel dubbio e nelle tue convinzioni.
Tanto comunque non sarebbe successo niente. Dirti che non ti amavo piu’ mi faceva un po’ male anche se era vero.
Pensavo anche ad un eventuale bacio fra me e te… ma non riuscivo a immaginarlo. Mi sembrava una cosa cosi’ innaturale, strana.
E tutte le persone che pensano che io e te siamo insieme? A volte lo trovo buffo, a volte li capisco perche’ probabilmente penserei la stessa cosa. Come sabato in quel negozio di abbigliamento in cui ho dovuto spiegare alla commessa che io e te eravamo solo amici. Anche questo e’ strano, una volta eri tu a chiarire questo e un po’ ci soffrivo, adesso sono io.
Comunque quando ti abbraccio e’ sempre una sensazione fantastica e se tu decidessi di baciarmi, non credo riuscirei a tirarmi indietro. E comunque come ti ho detto piu’ volte “ti voglio bene per sempre” e “un piccolo angolo del mio cuore sara’ sempre tuo” qualunque cosa succeda.

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Scena inconsueta: un piccione entra nella stazione della metropolitana e si appoggia al muretto della scala utilizzata per salire dai binari del treno.
Osserva, osserva tutta quella gente che corre per andare al lavoro. Gente che si urta e neanche si chiede scusa, gente a testa bassa che non ha tempo e non vuole pensare o vedere quello che ha intorno.
Lo guardo, anche lui mi guarda, il nostro sguardo per un attimo si incontra per poi perdersi dopo pochi attimi.
Mi viene spontaneo chiedermi cosa avra’ pensato di tutta quella situazione che credo non ha sicuramente capito.
Di tutta quella frenesia, di tutto quel correre, di tutta quell’ansia annusata nella gente comune. Tanto diversa probabilmente da quella calma di altre citta’ o di altri luoghi dove le persone gli danno da mangiare.
E si compiacciono e si divertono per quello che stanno facendo anche se e’ solo per far felice i figli o per star bene loro stessi.
Per lui probabilmente quello era un posto come un altro trovato casualmente nel suo girovagare per i cieli e da cui non ha sicuramente tratto un buon giudizio del genere umano.
Se gli animali potessero parlare credo che direbbero tante cose (giuste) su di noi e sui nostri errori.
Forse nel corso dell’evoluzione hanno evitato di imparare la lingua umana per non dover avere un confronto con noi. Ma ti immagini se gli animali parlassero? Sicuramente cercheremmo di distruggerli in quanto diversi da noi e capaci di pensare e decidere autonomamente.

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Capita spesso di ascoltare vecchie canzoni che per qualche motivo fanno parte della colonna sonora della nostra vita. Vecchie canzoni che ti ricordano momenti belli e momenti brutti…
Canzoni che ti fa’ piacere riascoltare perche’ ridestano in te sensazioni, odori, stati d’animo piacevoli.
E insieme a loro compaiono immagini di persone del passato, i loro sorrisi, le loro parole. Persone smarrite dal gioco del tempo, persone che non ci sono piu’, persone che sono cambiate e mutate.
Oppure canzoni che ancora ti fanno sanguinare il cuore perche’ sono relative a esperienze negative. E tu non vuoi riascoltarle in quanto risenti tutta la negativita’ di quei momenti e la sofferenza patita.
O ancora, canzoni che ti ricordano bei momenti ma che non vuoi comunque ascoltare perche’ hai la nostalgia di quei momenti, di quelle persone e di quelle esperienze.
Ricordo che a volte si litigava per “impossessarsi” delle canzoni: “questa canzone e’ mia” e guai a chi prova solo con il pensiero a dire il contrario.
Oppure canzoni che senti ti rappresentino, o canzoni che sembrano proprio la storia della tua vita o di quel particolare momento.

E intanto le note scorrono, volteggiando per aria, facendoti dimenticare il presente e portandoti in un mondo fantastico fatto di sogni, ricordi, aspettative e deliziando la tua persona con quel senso del bello che poche cose riescono a darti.

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