Archivio Aprile 2006

E’ una di quelle mattine in cui credi di esserti svegliato male.
Nella mia mente esistono solo pensieri negativi, su qualsiasi cosa.
E cosi’ ritorni a pensare a tanti sbagli fatti nella vita, ad alcune decisioni errate ma soprattutto a certe linee guida che hai scelto di mantenere costi quel che costi.
Forse se in passato fossi stato meno rigido adesso mi sentirei meglio, piu’ sollevato e piu’ felice.
Di sicuro ho sbagliato tanto nella scelta delle mie amicizie e delle persone da frequentare.
Alcune sono state fatte per comodo per lenire un vuoto affettivo di quel momento.
Ed adesso queste amicizie si ritorcono contro di me, nonostante io a loro abbia dato parecchio anche piu’ di quanto forse si meritano. Ma certe bugie che mi vengono dette per nascondere una mancanza mi feriscono piu’ di quanto forse dovrebbero. Solo che la domanda che mi pongo in questa situazione e’ la seguente:
“Ma e’ possibile che pensi che sia cosi’ stupido da non capire? O si crede talmente tanto furbo da farmi bere tutto?”
Poi lasci passare quella voglia spontanea che ti viene di litigare, di chiedere spiegazioni su supposizioni evidenti che verrebbero di sicuro negate.
E mi trovo a pensare che se un giorno per qualche assurdo motivo la mia vita cambiera’ in modo nettamente positiva prima o poi queste cose le rinfaccero’ a muso duro, quasi spietato, per far male.
La cosa che di sicuro mi da’ fastidio e’ il fatto che questi episodi oltre a minare l’amicizia, diventa un boomerang in tutte le altre cose.
Oggi vedo in maniera negativa tutto, anche cose che magari non lo sono, anche cose che magari sono positive.
E poi ritorno al passato alla nostalgia delle mie vere amicizie morte per ideologie. Amici veri, con il quale sono cresciuto e ho condiviso tutto, dalle gioie ai dolori. Forse se fossi stato meno rigido … sempre le stesse parole, sempre gli stessi pensieri. E’ un dubbio che mi portero’ fino alla tomba credo.
Ma tutto sommato sono ancora sicuro di aver preso la decisione giusta in quel momento e la riprova l’ho evidente abbastanza frequentemente. Percui non ho nessun rimorso.
Solo una forte sensazione di vuoto.

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Dopo 43 anni ti hanno preso.
In una cascina vecchia, povera, circondato da poche cose viveva il boss piu’ temuto d’Italia.
Era il 1963 l’inizio della tua latitanza, ancora io non ero nato. E ancora mancava tanto. I miei genitori non erano neanche sposati. Da allora una vita, anni di fughe a volte rocambolesche, depistaggi e nascondigli ma alla fine ti sono piombati addosso.
Quello che piu’ mi ha colpito sono stati i momenti in cui ti mettevano nell’auto.
Sentivi cosa urlavano le persone?
Sentivi l’odio che provavano verso di te?
Sentivi il desiderio di una vita pulita senza persone come te?
Tu guardavi tutti in modo sprezzante, quasi stupito di quell’improvviso momento di popolarita’.
Certo per uno abituato a vivere nell’ombra era quantomeno un momento diverso da quelli passati nella vita.
Uno di cui neanche si sapeva che viso aveva tanto erano vecchie le foto.
Vedi? La gente, a differenza che in altri posti non vuole vivere nel terrore.
Non vuole sottostare a tutte quelle regole tipiche della vita mafiosa.
Come nella mia Calabria, non vuole sottostare alla paura vuole vivere.
Vuole vedere crescere i suoi figli in un mondo pulito, libero.
Dove non esisteranno piu’ persone simili a te.
A proposito, sapevi che uno di quelle persone che ti ha messo in prigione era calabrese?
A voi invece gente del Sud, evitate le facili conquiste e i facili soldi. So’ che non e’ facile, perche’ a volte non e’ facile decidere fra i propri ideali e la propria vita.
Ma se queste persone vengono messe in un angolo e trascurate, il loro potere diminuira’ a vista d’occhio.
Se si insegna ai giovani la cultura del lavoro e del sacrificio questi poteri criminali non avranno vita lunga.

Perche’ la mafia non e’ bella, la mafia e’ morte …

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