Archivio Marzo 2006

Nelle piccole cose, nella quotidianita’ mi accorgo di un grande problema che affligge il nostro piccolo angolo di mondo.
E’ la mancanza di rispetto verso il prossimo, verso le persone sconosciute.
E non mi riferisco a mancanza di rispetto verso culture differenti, verso religioni diverse, verso persone differentemente abili o simili ma alla mancanza verso tutte le persone indistintamente.
Siamo abituati a essere furbi, essere superiori verso l’altro che e’ solo un deficente non dotato della nostra immensa intelligenza e cultura.
E di esempi se ne possono citare molteplici.
Quelli che nella mia mente pero’ forse sono piu’ evidenti sono quando siamo a bordo della macchina.
La persona che entra dentro una vettura immediatamente si trasforma.
Se tutti sono a fare la fila per uscire lui deve sgamare passando davanti a tutti.
Perche’ lui e’ l’eletto e non puo’ permettersi di perdere tempo a fare file. Anche se questo porta alla perdita di solo cinque misuri minuti.
Se non parti istantaneamente allo scatto del verde tutti giu’ a suonare.
Oppure un altro esempio e’ sui mezzi pubblici: quando si aprono le porte del mezzo tutti a correre (senza far neanche uscire chi deve scendere) per accaparrarsi i pochi posti liberi. O incuranti degli altri, per leggersi il loro giornale, si sdraiano agli appositi sostegni fregandosene se qualcuno ha gia’ li’ la mano o volesse mantenersi.
O ancora, entrare nei locali pubblici e urlare come pazzi (ieri sera uno mimava un cane e ululava!!!) fino a spaccare i timpani alle povere persone che tranquillamente chiaccherano e forse desiderano un po’ di pace.
Senza parlare degli atti vandalici quale graffiare con le chiavi le macchine, rubare o rompere parti comune della citta’, imbrattare muri con scritte sportive, politiche …
E ancora mancanza di rispetto verso genitori, anziani, donne …
E probabilmente ne esistono altre centinaia di questi gesti non citati ma altrettanto odiosi che dimostrano la totale mancanza di rispetto verso il prossimo.

E noi vorremmo risolvere i problemi del mondo con questa mentalita’? Non siamo neanche capaci di vivere in pace e di rispettarci tra di noi. Sarebbe il caso di cominciare dalle piccole cose che accadono durante il giorno avendo rispetto ed educazione verso tutti.
Dopo si puo’ pensare ai problemi piu’ gravi.

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Dopo mesi e mesi di costruzione, dopo mesi di attesa finalmente ha aperto il nuovo centro commerciale.
Si mormora sia non il piu’ grande della zona, non il piu’ grande della citta’ o della regione ma addirittura il piu’ grande d’Europa.
Non so se sia vero e neanche mi interessa piu’ di tanto come non mi interessa neppure spiegare la ressa di macchine e persone nei dintorni che e’ abbastanza immaginabile nei giorni di apertura.
Code che partivano da molto prima di casa mia che dista circa un paio di chilometri per arrivare al megagalattico centro.
Mi interessa spiegare che questo nuovo centro sorga sulle ceneri di una famosa industria del passato, terreni recuperati alla collettivita’ dove prima non si poteva neppure entrare ed era la casa di clandestini e delinquenti.
Nella via dove abito che si estende per circa 4/5 chilometri e arriva proprio davanti all’entrata principale del centro commerciale, se escludiamo i primi due chilometri in cui sono presenti case e vie che la intersecano il restante e’ un lungo rettilineo in cui si estendono a sinistra e a destra i resti di questa azienda, in cui non ci sono case e negozi. Insomma niente di niente, un tratto di via che nessuno si azzarda a percorrere a piedi, oggi era pieno di persone che piano piano andava al centro commerciale.
Credo che neanche quando la fabbrica era aperta questo tratto di via abbia visto cosi’ tanta gente che camminava.
Oggi invece era stracolma.
In alcuni punti, vicino al centro commerciale dove sono state buttate giu’ le mura di cinta, si intravedevano vecchi edifici, immensi, mastodontici che testimoniano la forza e la potenza che aveva in passato quell’azienda.
Guardavo quelle mura ormai allo sfacelo, vecchi, decadenti e immaginavo tutte le storie che si erano consumate la dentro.
Quanta sofferenza c’era stata e quanto sudore era stato sprecato. Immagini di una vita che non c’e’ piu’.
Adesso ci sono ancora tanti terreni ed ettari e ettari da recuperare, bonificare e far rivivere.
E’ il popolo che lo chiede perche’ non e’ giusto non riuscire a vivere delle zone della propria citta’ che possono tornare utili per tante cose. Soprattutto adesso in cui c’e’ penuria di case, di angoli verdi, di zone da vivere.
E non e’ giusto sapere che sono abbandonate e sfruttate da clandestini che incrementano la malavita locale fornendo un esercito di disperati e povera gente.
Guardo dal mio balcone un pezzo di questa fabbrica, ricordo il fumo che usciva dal comignolo, la sirena che sanciva la fine e l’inizio della giornata lavorativa di molti operai.
Piccoli ricordi di tanti anni fa appena arrivato in cui ero veramente piccino.
E’ da anni che mi auspico che venga buttata giu’, prima o poi accadra’.
E francamente non credo sia una mancanza di rispetto verso un tempo glorioso che fu’.
E’ il progresso che tutte le persone vogliono anche se ipocritamente negano.
E forse riusciremo a toglierci quel famoso appellativo di “Stalingrado d’Italia”.

Hanno aperto il nuovo centro commerciale, sulle ceneri della vecchia industria.

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