Ormai sono passati 20 anni da quel giorno.
Ancora lo ricordo abbastanza distintamente: il borsone pronto, l’attesa della
partenza in stazione con quelli che sarebbero diventati i miei nuovi amici di
sventura, le lacrime di mia mamma, la tensione che piano piano si scioglie
in attesa di un’avventura che sarebbe stata lunga.
Quello che piu’ mi pesava era la sensazione di buttare via un anno della
mia vita per qualcosa che non mi sarebbe servito a nulla nel futuro.
Cosa mi aspettavo da quell’esperienza forzata? In realta’ non avevo paura
ne’ delle regole forzate o della mancanza delle comodita’ di casa.
Quello per cui pensavo di soffrire era la mancanza della mia quotidianeita’,
dei miei affetti. E francamente non pensavo che avrei guadagnato qualcosa.
Non mi sentivo un bamboccione, sapevo cosa era la vita, dai lati positivi
a quelli un po’ piu’ negativi. Ero abbastanza indipendente e autonomo
e non avevo preoccupazioni sulle regole che mi avrebbero imposto.
Certo non ero contento ma d’altronde dovevo farlo e non c’era modo di
evitarlo. Anche di quello di cui tutti parlavano poteva essere un grosso
problema: il nonnismo.
Ma anche qui ero molto tranquillo, sapevo che avrei dovuto accettare qualche
atto di questo tipo ma che il mio attegiamento mi avrebbe permesso di
superarlo tranquillamente.
In realta’ pochissimo o niente.

Ebbene si, 20 anni fa’ partivo per il militare.
Ricordo ancora nitidamente i primi momenti: la discesa dal treno con il primo
inquadramento, i primi ordini, le prime disposizioni e la salita sui camion.
E qui la scena piu’ triste: al nostro ingrssso nella caserma (poco distante
dalla stazione) la chiusura del cancello … “lasciate ogni speranza o voi
che entrate” … la sensazione che la mia libertà fosse rubata e il
pensiero che un anno sarebbe stato molto lungo.
Uno degli aspetti positivi dei primi giorni e’ che tutti sono nella stessa
situazione, quindi fai molto facilmente conoscenza, non devi entrare dentro
un gruppo.
Ma tutto sommato il mio umore in quei giorni era abbastanza positivo, era
tutto nuovo e quindi tutto da scoprire.
Il primo mese (quello chiamato CAR) prosegue tutto sommato bene, anzi non
vedo poi tutte queste grande difficolta’ di cui mi hanno parlato.
Fino all’assegnazione della caserma definitiva e la peggiore di quelle che
mi potevano capitare (a detta degli istruttori): Orcenico Superiore.
Bers. … che sta’ per Bersagliere … dovro’ fare tutto di corsa!!!
Perlomeno buttero’ giu’ qualche chilo.
Ma quello che mi fa’ piu’ paura sono i racconti che mi fanno: una sorta
di Alcatraz … un girone dell’inferno … una caserma operativa-punitiva.
Diciamo che forse erano un po’ esagerate le voci ma sicuramente non era
una di quelle caserme di najoni, li a fare niente tutto il giorno.

Anzi addirittura i primi mesi sono pure belli: preparazione fisica,
preparazione militare, a casa ogni due settimane circa.
Incarico: mortaista … in caso di guerra saro’ lontano dalle campo.
Poi tutto peggiora: la prima polveriera e il rischio di 3 anni di galera
(diciamo che c’era il rischio), i vespri siciliani, e il campo sotto
l’effigia della Nato in Ungheria.
E tutto sommato quell’operativita’ che magari al momento non piaceva ma
che ci ha permesso di far passare velocemente il periodo e anche di
conoscere delle persone a cui resterai legato per tutta la vita.
Ogni volta che condividi la sofferenza con altre persone rimani
indissolubilmente legato a loro.
E cosi’ e’ il militare, tante sofferenze … ma anche tanta amicizia e
tanto crescere. Un legame per tutta la vita.
E a loro sono comunque rimasto legato anche se non eravamo della stessa
citta’ …
Ecco fra le cose che sicuramente ho imparato e’ stato il capire che
esistevano mondi diversi rispetto al mio. Che non tutti facevano le
mie cose, avevano i miei divertimenti o la pensavano come me …
o come i miei amici …
Ecco esistevano altri mondi …
E dato anche il fatto che gli ultimi anni non erano stati psicologicamente
positivi mi accorgevo che forse, raffrontandomi agli altri, non ero
cosi’ male. In sostanza la mia autostima era cresciuta notevolmente.
Quello che sicuramente ti rimane alla fine di un anno, forse maledetto,
che sicuramente pochi volevano fare, sono sicuramente le esperienze e gli
amici. E io ne avevo fatte parecchie.
E soprattutto avevo imparato ad apprezzare la storia e la tradizione del
corpo a cui appartenevo: i bersaglieri!

Perchè bersagliere un giorno … bersagliere tutta la vita!

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Cosa dire in occasione di una data cosi’ importante (domani)?
Solo auguri … auguri mamma e papa’ per i vostri 50 anni di matrimonio
50 anni … ma quanti sono?
A me sembrano un numero altissimo forse anche perche’ me ne mancano
tanti (vabbe’ ancora un po’) che non riesco a quantificarli figuriamoci
a pensare di viverli tutti insieme ad una persona.
Eppure da questa unione sono nato io … e ovviamente mia sorella.
Sinceramente mi sembra un traguardo cosi’ enorme che ancora non riesco a
pensare che sia reale perche’ in realta’ visti i vari guai fisici non
pensavo (ma ovviamente ci speravo) che ci arrivasse.
Eppure eccovi qui belli come non mai, con le vostre rughe e le vostre
preoccupazioni rivolte verso i figli.
Vorrei solo vedervi un po’ piu’ sereni.
I vostri figli oramai sono cresciuti e grazie al vostro impegno sono
persone con la testa sulle spalle che comunque devono scrivere con
le loro mani il proprio futuro.
Ecco il mio piu’ grosso augurio per il vostro futuro: serenita’ e salute.
E chissa’ che fra 25 anni non siamo ancora qui per quelle di platino.
Speriamo!!!
-Vi voglio bene-

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E quindi ricomincia un altro anno perchè io ho sempre individuato l’inizio
anno con settembre. Stupido forse … Retaggio della scuola finita da tempo
probabilmente.
Comunque un nuovo anno inizia e con esso i propositi tipici di un nuovo anno:
mi devi rimettere in forma. Fascite permettendo. Sto’ ovviando con un po’ di
bici ma non e’ la stessa cosa e soprattutto fra un mese sara’ difficile farla
con costanza. Ma prima o poi passera’ credo.
Voglio che quest’anno sia dedicato veramente a questo: il mio benessere
psico-fisico con il raggiungimento di una buona forma fisica, con molta piu’
serenita’ nel mio animo e la riconquista della sicurezza persa.
Penso che a breve dovrebbe succedere qualcosa di positivo anche
lavorativamente parlando … spero almeno.
Intanto la mia mente divaga su vari argomenti e vari propositi. E le risa di
qualcuno invadono la stanza e risultano rimbombare dato il silenzio
totale e quasi assurdo.
Se proprio devo trovare una nota di tristezza e’ la quasi fine dell’estate.
E del sole … Le giorate trete e tristi si avvicinano come il freddo
pungente e … dovrei vivere in un paese caldo sempre.
Magari di fronte al mare, forse il mio piu’ grande sogno irrealizabile di
sempre. Ovviamente conoscendomi non perche’ sia irrealizabile in senso ampio.

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E anche quest’anno si sono concluse.
E anche quest’anno niente di eccezionale.
L’unica novità era la presenza a casa mia dei miei cugini australiani S. e F.
con cui ho instaurato un buon rapporto e andavamo al mare insieme.
Poi un’altra considerazione: la mia introversione!
Sono stato invitato piu’ volte a qualche serata e ho sempre rifiutato.
Non per le persone con il quale comunque non avevo un gran rapporto di  
mamicizia a semplicemente perche’ sono fatto così (non lo dico con gioia).
L’essere così introverso continuo a vederlo come uno dei miei peggiori difetti,
ogni volta che mi accorgo di agire in quella direzione mi fa’ male e non
riesco a variare … e soprattutto non voglio.
Comunque oggi ho ripreso a lavorare.

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Alla fine ci ha pensato direttamente il cliente a non volermi e a
risolvere il “mio” problema.
Ed effettivamente aveva ragione, non avevo nessuna caratteristica che lui
cercava e quindi non avrei dovuto neanche andarci a quel colloquio.
Ma certi grandi cervelli mica capiscono queste cose … proviamo …
Proviamo cosa? Provi se ci sono quasi tutte le caratteristiche.
Cosi’ rischi solo figuraccie e le possibilita’ di vittoria sono minime.
Quindi fino a fine mese continuo a fare i miei noiosi lavoretti.
Ma va’ bene cosi’ … sopravvivere prima delle vacanze eppoi ci penseremo.
Il bagno e’ concluso … ancora pochi ritocchi da sistemare.
E, tanto per non farci mancare niente, ieri si e’ rotta una cerniera di
un mobile. Per fortuna (…) ho chiesto alla ditta che mi ha fatto il
bagno che si trovava li’ proprio per uno di quei ritocchi e se ne
occuperanno loro.
Sul fronte sentimentale ho superato la delusione dell’amicizia o quasi.
Mi ha molto ferito il suo freddo comportamento, trattandomi come una
persona normale ma credo mi ci devo abituare.
E forse anche qui e’ un bene. I dubbi sono tanti e qualcuno anche di
cattivo gusto. Probabilmente e’ meglio non sapere perche’ ha cambiato
il suo attegiamento in questo modo.
Guardo il cielo fuori l’ufficio … e’ veramente di un bel blu come se
ne vedono pochi qui … alcuni alberi ballano sulle note del vento
mentre i tetti di quel quartiere sono tutti uguali.
In attesa di partire … mio mare … quanto mi manchi

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Testo
Let’s hit the road
And away we go
Take a new direction
To a different coast
Maybe we should try and put it on the line
You gotta trust me now
Turn up the radio
Tune out the world and roll with the melody
Baby listen close and open up your mind

Imagine it, anywhere
More than miles
I’ll take you there
Know one day from the sky, we’ll be as one
Now here we are
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen

Listen

All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen

Soundtrack in the wind
Like passing violins
I can be your rhythm in the silence
And every time we sing an echo’s in the sky
Let me close your eyes
Help you fantasize
Make a kiss our playlist the entire night
Listen to the words and a letter flies

Imagine it, anywhere
More than miles
I’ll take you there
Know one day from the sky, we’ll be as one
Now here we are
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen

Listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen

Listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen
All we gotta do is, listen

 

Traduzione
Partiamo
E andiamo lontano
In una nuova direzione
Verso una costa diversa
Forse dovremmo provare e rischiare tutto
Devi fidarti di me adesso
Alza il volume della radio
Abbassa il volume del mondo e viaggia con la melodia
Baby, ascolta attentamente e apri la mente

Immagina un posto, dovunque
Più di qualche miglia
Ti ci porterò
So dal cielo che un giorno saremo una cosa sola
E adesso eccoci
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare

Ascolta
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare

La nostra colonna sonora è il vento come
Come effimeri violini
Io posso essere il tuo ritmo nel silenzio
E ogni volta che cantiamo c’è un’eco nel cielo
Lascia che ti chiuda gli occhi
Ti aiuterà a fantasticare
Dammi un bacio, la nostra playlist per l’interna notte
Ascolta le parole, e una lettera volerà

Immagina un posto, dovunque
Più di qualche miglia
Ti ci porterò
So dal cielo che un giorno saremo una cosa sola
E adesso eccoci
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare

Ascolta
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare

Ascolta
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare
Tutto quello che dobbiamo fare è ascoltare

David Guetta feat. John Legend

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Niente, anche l’ultimo tentativo di ribaltare la situazione non ha funzionato.
Altre velate minacce su quello che potrebbe succedere in un prossimo futuro …
pure l’accusa di voler sabotare il colloquio mettendo in dubbio la mia professionalita’
E anche mio padre da sempre legato al posto fisso e al pensiero di sopportare il padrone
qualunque cosa faccia e’ sbottato: “cambia lavoro”
Rileggendo l’ultima frase mi sembra di mancare di rispetto a mio padre ed e’ l’ultima cosa
che vorrei fare. Comunque …
Il problema e’ che mi guardo in giro e … non voglio cambiare. Della carriera non
me ne e’ mai importato, dei soldi relativamente.
Ma arrivare ad impiegare piu’ di 3 ore al giorno per andare e tornare al lavoro proprio
non riesco a sopportarlo.
Ma questi geni non riescono mica a capirlo! “Ti rimborsiamo i biglietti!”. Ma quale grande
concessione mi state facendo. Attenti che se si sparge la notizia vi fanno santi.
Questi giorni sono anche i giorni della consapevolezza.
Volevo mantenere un bel rapporto di amicizia ma a quanto pare sono l’unico interessato.
E la freddezza che sento, quella strana sensazione che mi fa’ pensare di essere ignorato.
E allora prenditi quello che vuoi, sarai cosi’ contenta. Nel bene e nel male.
Ma tanto ormai non ti interessa piu’ niente, altrimenti non saremmo arrivati fin qui.
E come al solito saro’ io a soffrire di questa situazione.
Questi sono anche i giorni del bagno e anche qui ovviamente non fila tutto liscio.
Sono stanco di litigare con tutti e sono stanco di avere sempre problemi e mai
soddisfazioni a tal punto che anche l’idea di dovermi operare (new entry) per verificare
la natura di accumulo di grasso non mi fa’ paura.
E addirittura ho deciso di aspettare! Qualche mese fa’ mi sarei fatto operare all’istante
per la paura. Ora non me ne frega niente.
E forse lo avrei fatto solo per prendere giorni di convalescenza e non andare la’
Che strano … pensavo ad un mese felice … e invece e’ andato tutto a ramengo.
Ma ora ascolto un po’ di musica … che relax! Note dolci e cariche allo stesso tempo.
Adrenalina a mille.
“All we gotta do is, listen”
Non e’ un mondo fantastico?

 

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Pensavo che non sarebbero riusciti a trovare qualcosa di peggio.
Ma mai sfidarli …
Al peggio non c’e’ mai fine … e la mia vita negli ultimi anni
e’ a testimonianza.
Pensavo che il mio ritorno in sede sarebbe stato piu’ felice.
E invece sono qui a rimpiangere dove ero prima.
E cio’ mi sembrava impossibile. Prima.
E anche il suo comportamento freddo nei miei confronti che avevo
gia’ notato negli ultimi mesi. Pensavo fosse solo il fatto che
fossimo lontani. Ma non era cosi’.
Continui attacchi su tutto quello che dico e quello che faccio.
Neanche un momento per prendere un caffe’ insieme e quella
sensazione di, non dico volermi evitare, ma non volersi trovare
sola con me. E ovviamente da parte mia tutta una serie di
elucubrazioni mentali.
E quel “musone” che mi da’ veramente fastidio.
Le persone non possono essere sempre felici, forse la sua vita lo e’,
ma altri non hanno tutta quella felicita’ davanti agli occhi.
Non ho voglia di piangermi addosso ma mi sono spesso domandato che
razza di amicizia e’ la nostra dato che ogni volta che ho un problema
non posso parlargliene.
Ho una rabba interna incredibile … una delusione immensa … non chiedo
una vita spettacolare o meravigliosa ma e’ possibile che negli ultimi anni
e’ stata una discesa continua?
Cosa ho fatto di cosi’ malvagio per non meritare mai un po’ di serenita’?
Perche’ ogni lato della mia vita fa’ schifo?
Domande senza risposta

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Non ce la faccio ad accettare questo mio stato di salute.
Anche se è uno stato di limbo.
Due giorni fa' dovevo semplicemente fare un esame del sangue ed ero in crisi 
profonda. Continuo a ripetermi le stesse deprimenti cose: non e' giusto, perche' 
non ho mai avuto niente dalla vita ... 
Cose dette mille volte che mi deprimono maggiormente e soprattutto non 
migliorano la situazione.
Per fortuna stamane che ho dovuto fare un esame molto piu' impegnativo il mio 
stato mentale e' stato piu' sereno.
Forse l'altro giorno e' stato un crollo dovuto ad un po' di stress e stanchezza 
per le cose che dovevo affrontare questa settimana.
Leggevo che una delle difficolta' in questa malattia era proprio lo stato 
psicologico del malato. E non ho difficolta' a credere a questo dato che il mio 
stato psicologico e' molto fragile e (salvo evoluzioni dell'esame di stamane) 
sono nel limbo.
Oggi devo decidere per il bagno. O meglio, ho gia' deciso ma devo comunicare la 
mia decisione.
In queste settimane c'e' stato N qui. Ma adesso ancora qualche giorno e 
ripartira'. Ma tutto sommato e' stato bello rivederlo e fare tante cose che 
facevamo quando era qua.

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Purtroppo non tutto si e' concluso come speravo.
Non ho avuto una risposta positiva ma non e' neanche del tutto negativa anche se 
la sensazione e' che non sia negativa esclusivamente per la definizione.
E cosi' mi trovo in questa sorta di limbo ... ma visto la negatività che 
continua a invadere la mia mente mi sento piu' all'inferno che in paradiso.
Purtroppo il santino della mamma non ha funzionato pienamente.
Tutto sommato pero' mi accorgo di non esserci rimasto male come temevo.
Avevo quella sensazione che non sarebbe andato tutto a posto ... che qualcuno mi 
dicesse: "Sveglia, e' stato tutto un incubo"
Comunque la dottoressa mi ha molto rassicurato e ho trovato una persona che 
almeno a differenza della precedente mi ascoltava.
Tutto sommato, almeno per il momento, non cambia nulla: nessuna medicina, 
controlli periodici e la speranza che non vengano in luce altre segni.
Dovro' imparare a conoscere maggiormente i segnali del mio corpo (cosa che 
comunque avevo gia' imparato a fare) e quella sensazione sgradevole di non 
essere imbattibile.
I miei sono tornati, abbastanza felici ma non come la prima volta che sono 
andati. Adesso anche loro avranno da combattere con vari acciacchi fisici e 
forse qualche operazione.
Supereremo anche questo,insieme a tutto il resto.
E per "qualcosa di futile": la macchina per il rifacimento del bagno e' in moto: 
wow!!! Speriamo nella clemenza del preventivo e che tutto venga fatto bene e mi 
soddisfi appieno

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