
Uno degli argomenti sicuramente piu’ sulla bocca di tutti in questi giorni e’ la politica.
A ricordo in oltre 7 anni di blog non ho mai scritto nulla sull’argomento e sinceramente ho sempre pensato che non avrei mai scritto niente. Per tanti ragioni: vuoi perche’ sono molto ignorante sull’argomento, vuoi perche’ ho una cattiva idea di tutto quel tipo di mondo, vuoi perche’ il giornalismo non sempre fa’ un buon servizio …
Ultimamente sto’ seguendo un po’ quello che succede. Anche perche’ la crisi colpisce un po’ tutti (almeno di quelli come me), la preoccupazione e’ dilagante e non si vede una via d’uscita a breve.
E penso come buona parte degli italiani sono veramente schifato da tutto quello che vedo e sento.
Il continuo aumento di tasse, introduzione di nuove, diminuzione del potere di acquisto e via dicendo di certo non li sta’ rendendo popolari.
Quello che piu’ mi indigna e’ che pero’ loro non rinunciano a niente: facile dire bisogna fare sacrifici con i soldi non tuoi. E una volta superato (ammesso che si riesca) questo momento verranno tolte? Perche’ se cosi’ fosse sarebbe ragionevole ma sinceramente difficilmente ho visto togliere tasse.
Ora forse io sono semplicistico ma … non si risolverebbero molti problemi diminuendo le tasse?
Mi spiego meglio: al momento, vista anche l’introduzione delle nuove tasse ma gia’ prima era difficile, pochi pagate le varie spese obbligatorie (mutuo, bollette, mangiare …) hanno pochi soldi da poter ancora spendere. Quindi cio’ in cosa si traduce? Quei pochi soldi che rimangono vengono “risparmiati” perche’ il mese prossimo non si sa’ cosa puo’ succedere.
Quindi meno spese inutili, meno acquisti e meno lavoro per chi vende e ovviamente per chi produce quel bene.
Se invece ognuno avesse diciamo il 10% in piu’ del proprio stipendio spenderebbe di piu’: quindi piu’ spese, piu’ lavoro per i commercianti, per le ditte e udite udite piu’ entrate per lo stato con le varie tasse: iva, tasse da lavoro dipendente e non. E poi: le merci come viaggiano? Benzina e altri soldi per lo stato e si puo’ continuare all’infinito. Sostanzialmente il poco potere di acquisto dei cittadini si traduce in un effetto domino in cui tutti ci rimettiamo.
Ora pensandoci bene: questa sarebbe un’opportunita’ (cioe’ che quel 10% sarebbe speso); cosi’ invece i soldi ce li espopriano sicuramente.
E se li ridanno sotto forma di rimborsi, stipendio o pensioni d’oro.
Vero, troppo semplice per un tecnico … ma informatico.
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Ormai sono passate due settimane da quando N. si e’ trasferito.
E ogni week-end sono solo, ho provato a chiamare T. ma non poteva perche’ aveva un altro impegno.
Non so’ neanche se sa’ che N. si e’ trasferito.
E sabato ho visto il fratello di N.
E sono venuto a conoscenza di alcune cose percui sono rimasto un po’ male.
Il trasferimento di N. era comunque previsto al massimo ad agosto. Io avevo sempre pensato e saputo che dipendeva dal lavoro. Sapevo che prima o poi avrebbe dovuto lasciare quella casa per la (giusta) volonta’ del fratello di vivere solo con la sua donna.
Ma non ero a conoscenza di limiti temporali.
E N. a mio ricordo non me ne aveva dati; mi aveva accennato al desiderio del fratello ma non che c’era un limite fissato.
Comunque ammetto che in questo momento mi sento in un momento di crisi profonda.
Mi sono sempre detto che io e N. eravamo amici “per convenienza”. E probabilmente era vero.
Ma in questo momento penso a quanti errori ho fatto e a quante imposizioni forse stupide mi hanno portato in questa situazione.
Che poi sono anche le colpe che mi do’ anche in relazione alla mia situazione sentimentale.
Ma sara’ poi vero che ho un caratteraccio? Che sono chiudo? Etc … etc … ?
Puo’ darsi ma penso sempre che non tutte le colpe sono mie.
Ma aldila’ di tutto la situazione e’ questa, quindi o reagiamo e risolviamo la situazione (ma come?) o continuiamo questa lenta agonia
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Venerdi’ santo, a pochi giorni da Pasqua.
E a poco piu’ di un anno da quando mi sono trasferito.
Ore 11:11.
A distanza di un anno posso tranquillamente affermare senza ombra di dubbio che la scelta la rifarei. La mia casa, come sono fiero di tutto cio’ anche a distanza di un anno.
Pensavo che dopo un periodo cosi’ lungo l’avrei persa questa fierezza o perlomeno l’avrei sentita con meno intensità.
Ripenso all’anno scorso, a cosa provavo (compreso dolore) e a come era spoglia a parte i mobili. Poco personalizzata e poco vissuta.
Ora le cose sono sensibilmente migliorate anche se dal punto di vista della personalizzazione devo ancora lavorare e molto. Il mio prossimo obbiettivo è creare un piccolo angolo verde in sala. Ho gia’ in mente piu’ o meno come fare.
Poi dovrei mettere una benedetta piccola tenda in cucina e comprare un’altra tovaglia da abbinare alla cucina (già vista anche questa).
Come note negative e’ che speravo in piu’ visite. E speravo in certe visite che non sono mai avvenute e ormai non avverranno mai.
Ma in linea generale senza pensare a quella persona in particolare speravo meglio.
Domani N. Parte. J e’ gia’ partita ma di lei lo sapevo.
Lui invece non me lo aspettavo anche se lo aveva detto piu’ e piu’ volte che lo avrebbe fatto. E seppure so’ che al suo posto avrei fatto la stessa cosa. Non riesce a crearsi un futuro qui e’ giusto che vada a cercarlo dove crede possa trovarlo. E a parte questo (che comunque e’ il motivo principale) li’ vivra’ meglio anche in rapporto al suo carattere.
Ma io adesso penso che sono solo. Con lui ho trascorso 13 anni di grande amicizia anche se probabilmente era nata per un bisogno reciproco. Anche se eravamo d’accordo su poche cose. Anche se litigavamo per tanti motivi. Anche … anche … anche … ne avrei tante da ridire su questa amicizia che a volte mi chiedevo come potevamo andare avanti.
Eppure ora che se ne va’ so’ che mi manchera’ e che ripensero’ a tanti bei momenti insieme. E quello che piu’ mi fa’ male e’ che ora saro’ solo.
Spero comunque che le sue attese (su alcune avrei molto da ridire) e i suoi sogni li’ possano trasformarsi in realta’.
Auguri amico mio, grazie per quello che hai fatto.
Ti voglio bene.
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Una delle domande che mi pongo sempre e’: “quale e’ il senso della vita di una persona?”
Sicuramente ci possono essere piu’ risposte in base alla persona, ai propri desideri e ai propri obbiettivi.
Ma qualche giorno fa’ mentre eseguivo dei lavori per casa mi sono chiesto: “ma e’ tutta qui la vita?”
In questo momento la mia non e’ felice, nessuna soddisfazione lavorativa, nessuna famiglia del mulino bianco nessun grosso obbiettivo raggiunto.
Quindi mi chiedo: “ma e’ tutto qui?”
E soprattutto cosa dovrebbe succedere?
Ma sono tutte cosi’ le persone? Cioe’ tutti non riescono a rispondere a questa domanda o sono solo io che ho parecchie difficolta’?
Trovo che non e’ una risposta facile a cui dare una semplice risposta.
E credo anche che nel momento dell’ottenimento del proprio senso della vita se ne cerchi un altro.
Anche se forse sto’ un po’ divagando sull’argomento nel senso che qui vorrei piu’ parlare del senso intimo della vita piu’ che delle cose che si vorrebbero.
La vita ha senso quando? E quando uno riesce a dare un senso della propria indifferentemente dalle cose possedute.

E io come posso rispondere ad una domanda cosi’ filosofica?
Qual’e’ il mio punto di vista? E qual’e’ il mio senso della vita?
Continuo a girare sulle domande ma non riesco a dare una risposta.
Semplicisticamente mi viene da dire: essere felici con tutto quello che comporta e con quello che ognuno interpreta con questo termine.
Io quando penso a “felice” mi viene in mente una persona serena, allegra, equilibrata e che riesce a risolvere tutte le difficolta’ che gli si presentano.
Mi viene in mente anche una persona fisicamente sana e che vive coerentemente con i suoi alti valori morali.
Ma anche qui ogni individuo puo’ interpretare e aggiungere o eliminare altre caratteristiche.
Per la felicita’, come per il senso della vita, non esiste una definizione che calza a pennello per ognuno.
Ma la verita’ e’ che neanche io ho una definizione chiara e forte e anche per questo sono molto confuso.

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In questo periodo mi sono lasciato troppo andare psicologicamente.
Ho fatto si di restare troppo tempo triste e depresso.
E, forse, solo in questi giorni capisco che questo attegiamento e questi stati d’animo oltre a essere infruttuosi mi distruggono e non servono a niente.
E’ un po’ come un cane che si mangia la coda: piu’ sono depresso e piu’ non ottengo quello che voglio e piu’ non ottengo quello che voglio e piu’ mi deprimo.
Sto’ tornando ad essere chiuso: un comportamento che pensavo di aver abbandonato.
Lo sono sempre stato ma un conto e’ essere un po’ chiuso (e qua purtroppo ho paura che ci sia poco da fare) e un conto e’ essere troppo chiuso. A doppia mandata.
Oggi ho letto: “nessun problema e’ permanente”.
Verissimo.
Anche i problemi che ho si risolveranno. Il ginocchio tornera’ a posto, il lavoro ricomincera’ a girare come merito e le questioni sentimentali … mah …
Voglio tornare a essere quello che ero un paio di anni fa’ in cui pensavo di avere il mondo tra le mani.
Il tempo in cui pensavo che avevo imboccato la strada giusta.
Diciamo che ora ci sono un po’ di lavori in corso.
Ma se sono riuscito ad affrontare e superare tanti momenti bui e se ci sono persone che si lasciano alle spalle cose ben piu’ gravi, beh allora posso farcela.
Di positivo c’e’ che non ho mai perso l’autostima in me stesso.
E’ gia’ un buon punto di partenza, mica poco.
Ho rivisto un po’ di foto di qualche anno fa’ (sai cosa intendo). Ero piu’ magro. E come detto, con il mondo in mano.
Forse questo week-end sono stato un po’ duro con J.
E quello che mi stupiva era che gli dicevo cose che avevo sempre pensato e sempre detto, ma con una durezza che non avevo mai usato con lei.
Comunque, come tante altre volte, e’ riuscita a farmi capire un po’ di cose su me.
Nonostante tutti i suoi comportamenti e’ una delle poche persone che riesce a farmi riflettere a ragione.
E peccato se ultimamente e’ un po’ monotematica, forse dovrei essere un po’ comprensivo anche io.
I lavori termineranno e chissa’ che la strada non sia migliore

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Neve, Neve e neve.
Ieri sera osservavo dalla finestra il giardino di fronte.
Era innevato, pochi centimetri ma era tutto bianco. E probabilmente e’ ancora tutto bianco.
E’ la prima volta da quando mi sono trasferito.
Ricordo che quando sono andato a vederla la prima o la seconda volta fuori era pieno di neve.
Ed ero rimasto affascinato.
E ricordo che anche allora non ero fisicamente a posto. Quella volta era la caviglia, oggi e’ il ginocchio.
Ma ieri sera ero rilassato …
Guardavo il candore del bianco e vedevo i treni imperterriti che sfrecciavano incuranti del ghiaccio.
E quell’sms breve … beh mi ha fatto felice. Anche se non diceva niente a parte il saluto e la faccina.
Pero’ … mi basta poco ormai da parte sua.
Stamane sono uscito per spalare un po’ la neve dalla macchina, domani ho la visita e non vorrei trovarla come un pezzo di ghiaccio.
Speriamo che domani le strade siano libere.
Comunque era bellissimo il paesaggio davanti a casa. Per la prima volta da quando ci abito.
E la luce riflessa dalla neve che entrava a casa era meravigliosa.
Ci saranno e ci sono dei disagi … ma e’ cosi’ spettacolare!!!
Baci

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Domanda filosofica: “Perche’ la vita non e’ giusta?”
Svolgimento: troppo complicato rispondere, troppo ampio l’argomento e troppo varie le risposte.
Sono in piena crisi psicologica e ogni volta mi pongo sempre la stessa domanda.
Mi chiedo perche’ ci sono persone che hanno tutto e la fortuna li aiuta anche se non fanno niente e non meritano niente e altre invece che anche per avere una minima soddisfazione devono sudare sette camicie. Ovviamente io mi metto nella seconda categoria.
Lo spunto e’ nato sul lavoro, all’interno del mio gruppo mi considero tra i migliori (assicuro che non e’ mancanza di umilta’).
Eppure sono tra quelli meno pagati e meno considerati quando si parla di premi ed aumenti.
Invece c’e’ gente che vale meno, guadagna di piu’, ha un livello superiore.
E la rabbia sale quando devi correggere una di queste persone che tramite i suoi errori sta’ bloccando inconsapevolmente tutti. Un errore ci puo’ stare ma come me ne sono accorto io, poteva tranquillamente accorgersene anche la qui sopra citata.
Sempre che non fosse impegnata in altro … e non parlo di lavoro.
Ma comunque a parte questo “incidente” che non e’ un episodio e a parte lei non riesco a capire perche’ le societa’ non sono meritocratiche e ad essere premiate sono quelli/e che alla fine si pongono meglio. Non quelli che lavorano meglio ma quelli che risultano piu’ simpatici.
So’ di non essere un caso isolato all’interno della mia azienda e dell’Italia e che come me ci sono molti altri.
Pero’ ogni volta che succede qualcosa di simile a quello avvenuto poco fa’ …
Forse sono troppo sensibile sull’argomento (e in generale) e ogni volta che accade qualcosa mi sale il male.
E il pensiero ritorna sul mio aumento mai dato con patetiche scuse di qualche mese fa’.
Dovrei cambiare ma non riesco e non so’ darmene una ragione. Forse il mio curriculum non e’ all’altezza, forse non sono io all’altezza, forse se le societa’ in questo momento cercano tipologie di contratto diverse dalle mie ricerche, forse e’ la situazione attuale del mercato del lavoro o forse un insieme di tutte queste cose.
Forse sono anche io che non voglio cambiare. Penso sempre che le cose possano cambiare.
E dopo le litigate e le ripercussioni che ho subito qui non otterro’ piu’ niente.
Eppure ci sono persone che valgono di meno e …
Tornando alla domanda principale l’argomento potrebbe anche essere sviluppato in altri ambiti della mia vita oltre a quello lavorativo. Guardo altre persone e penso che hanno molto dalla vita (cose normali intendo) che io non ho e probabilmente non avro’ mai. Molto probabile colpa mia.
Penso di essere in un momento un po’ buio in cui vedo tutto nero. E il mio ginocchio non mi aiuta di certo.
Vorrei essere come gli altri.
Voglio piangere.

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E’ iniziato il nuovo anno e ormai siamo a meta’ mese.
Nuovo anno che e’ iniziato con la notizia, non proprio felice, della presunta rottura del menisco.
Mi aspettavo una notizia del genere visto che ormai ero consapevole che c’era qualcosa che non andava e difficilmente sarebbe andato via con quella cura del pronto soccorso che aveva riscontrato “niente di rotto”.
Una diagnosi errata e’ un fatto molto grave per un pronto soccorso e un ospedale in generale.
Per fortuna nel mio caso non c’era di mezzo niente di grave pero’ mi ha fatto perdere un mese abbondante per curarmi in modo adeguato.
Quello che mi ha dato piu’ fastidio pero’ e’ il comportamento di quel dottore al pronto soccorso che non ha perso tempo a prendermi in giro e ad essere sarcastico.
E’ vero che mi presentavo una settimana dopo che mi ero fatto male in palestra ma cio’ non lo autorizzava a comportarsi in quel modo. Siccome pensavo che fosse una semplice distorsione ho aspettato un po’. Da adesso in poi appena sento un dolorino corro al pronto soccorso, perlomeno non sentiro’ frasi del tipo “non venga piu’ qui” (riferito al pronto soccorso) “ma vada da un ortopedico”. E quel pronto soccorso a cosa serve dato che e’ un’ospedale ortopedico? Ma poi pensa che mio divertimento piu’ grande della mia vita sia passare il sabato mattina in un pronto soccorso?
Comunque dato che non era niente e potevo tranquillamente fare a meno di andare poi mi chiedo perche’ ha dovuto drenarmi il ginocchio e alla successiva visita di controllo (che secondo le parole di questo illuminato dottore potevo evitare!) hanno trovato il menisco rotto.
Certo tutto da confermare tramite la risonanza ma personalmente non ho dubbi sull’esito.
Forse dovevo portargli un piatto di orecchiette o parmigiana come aveva fatto un mio amico (sempre allo stesso illuminatissimo dottore) dieci anni fa’? Con quello strattagemma fu’ operato prima di tutti, passava davanti a tutti nelle file e aveva un trattamento migliore rispetto agli altri pazienti.
E guarda caso anche lui si era rotto il menisco.
Nel mio piccolo credo di aver vissuto un episodio di malasanita’ e di arroganza da parte dei dottori che sono molto soggetti a questo genere di attegiamenti.
Certo che saranno proprio illuminati questi dottori ma in quanto a pubbliche relazioni ne avrebbero da imparare.
E giusto per completezza di informazione non parliamo di un ospedale del sud ma di un ospedale dell’efficentissima Milano.
Ah, giusto per la cronaca, di quella visita al pronto soccorso ho dovuto anche pagare il ticket (visto che non era niente), cosi’ come della visita successiva (che non avrei fatto se la diagnosi fosse stato corretta) e l’assicurazione della palestra non ripaga niente dato che non ho fatto denuncia entro 15 gg dall’accaduto.
Ma siccome non c’era niente di rotto cosa denunciavo?
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20 dicembre.
Un altro anno e’ quasi giunto al termine e come ovvio partono i consuntivi.
La chiusura dell’anno fiscale.
Allora che cosa e’ successo di significativo in quest’anno?
La prima risposta e’ “vado a vivere da solo”.
Ormai sono 9 mesi e nonostante un primo momento di smarrimento sono felice della scelta e non mi sono mai pentito.
Certo, piu’ fatica e piu’ lavoro ma la soddisfazione di aver creato qualcosa di mio come volevo io e’ innegabile.
Poi l’auto (incrocio le dita), domani.
Nel lavoro invece sono crollati tutti i miei sogni e progetti fino a farmi capire che prima cambio aria e meglio e’. Ormai qui non posso piu’ avere soddisfazioni e o mi rassegno alla situazione o saranno dolori psicologici miei.
In realta’ mi sento ancora troppo giovane per ragionare da “faccio le mie 8 ore e niente di piu’”.
Dal punto di vista sentimentale invece calma piatta … anzi ancora peggio se possibile. Non sono mai stato bravo sotto questo punto di vista.
Dulcis in fundo la salute. Fino ad un paio di settimane fa’ tutto bene.
Poi quella lezione e quel dolore al ginocchio e la sensazione inconscia (?) di essermi rotto il ginocchio. Non so’ se e’ stata un’immagine della mia immaginazione ma ho visto proprio il ginocchio girato. Quando ero a terra non avevo neanche il coraggio di guardare ma poi per fortuna sembra che non ci sia niente di rotto.
E’ ancora un po’ gonfio ma spero in poco di rimettermi a posto. Non ne sono perfettamente convinto perche’ secondo me e’ stato abbastanza grave come incidente e come sensazioni. Inoltre quel pronto soccorso non e’ tra quelli di maggior fama. E poi quel dottore … antipatico e insensibile e’ dir poco.
Le amicizie? Ho solo avuto le conferme che mi aspettavo.
Ma un altro anno sta’ per iniziare …
Buon Natale quindi e “Happy new year”
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Eccomi ancora qua, ed eccomi ancora inca$$ato: come sempre oserei dire.
Forse perche’ “l’ispirazione” di scrivere mi viene sempre in questo stato d’animo, forse perche’ realmente sono cosi’.
Eppoi mi domando perche’ continuo a darmi delle linee guida di buon senso e non riesco mai ad attuarle, a renderle mie come un semplice click.
E soprattutto mi chiedo perche’, se e’ “solo” lavoro, me la prendo sempre cosi’.
D’altronde ha gia’ dato modo piu’ volte negli ultimi mesi di dimostrarmi quanto e’ idiota.
Mica avevo bisogno di una conferma!
E non e’ che la mia ormai e’ prevenzione? Cioe’, ogni gesto lo vedo contro di me?
Sapevo che dopo quella mail di accuse avrei subito solo “angherie” e “vessazioni”. E quindi?
Di cosa ti lamenti? Affronta le ritorsioni e le conseguenze dei tuoi gesti.
Anche se sai di essere nel giusto. Mille volte nel giusto.
E come un vecchio e saggio proverbio cinese dice:
“siediti sulla riva del fiume che prima o poi passera’ il cadavere del tuo nemico” (o qualcosa del genere)
Il posto in prima fila su quella maledetta riva l’ho gia’ prenotato, con pop-corn e coca-cola in attesa della prima visione.
E tutti questi bocconi amari che ho inghiottito in questi 3 mesi glieli vomitero’ addosso, con l’aggiunta di tutta la bile in eccesso prodotta (e ovviamente dei pop-corn e della coca-cola).
Credi di essere un grande capo? Ma non hai capito che, a parte i tuoi preferiti, tutti ti odiano e non vedono l’ora che qualcuno ti fa’ saltare quella sedia?
Credi di essere un grande capo? Un vero capo sa’ dove stanno i meriti e soprattutto sa’ cosa fanno le persone sotto di loro. E tu? Puoi dire la stessa cosa?
La “premiazione” di oggi e’ stata la cosa piu’ ridicola che mai potevi fare.
Dare i meriti ad una persona solo per due mesi di lavoro, in un periodo di tempo in cui fisiologicamente (guarda la storia!) c’e’ un calo di lavoro e’ stato allucinante.
Ma tant’e’ … lui e’ uno dei tuoi preferiti.
Senza togliere i meriti a questa persona che e’ molto brava. Ma la bacchetta magica, ahime’, non ce l’ha nessuno.
Ma quello di cui meno ti rendi conto, e forse la piu’ importante, e’ che continuando cosi’ il servizio avra’ sempre meno qualita’ e prima o poi: puff … sparira’.
E allora finalmente qualcuno capira’ (ma ci vogliono ancora prove? Sono tutti cosi’ ciechi?) e tu … beh … ciao ciao …e allora forse cambierai quell’atteggiamento!!!
Sogni di inizio novembre? Purtroppo credo di si’ ma non vince sempre il malvagio nella vita reale.
Io? Intanto mi metto comodo sulla riva godendomi il fruscio dell’acqua … in attesa …
I’m waiting …
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